la violenza dello schermo

lo scorso fine settimana mi sono trovata impelagata in una discussione su facebook all’interno di un gruppo di “lucchesi”.

l’argomento che ha iniziato la discussione è stata l’espulsione dell’imam di capannori.

il primo ha iniziato dicendo che se adesso ci sono i terroristi tra le nostre case è colpa delle eccessive aperture ai musulmani, libertà di culto, moschee, macellerie islamiche e via dicendo.

i toni erano violenti e aggressivi.

ho deciso di non tacere.

sono stata investita da improperi.

ho provato a chiedere dati, fatti, prove di quanto andavano dicendo, fonti, ma è stato inutile.

le frasi venivano ripetute come un mantra, concetti brevi, ripetuti, scritti in maiuscolo, con una grammatica e una sintassi discutibile.

sono persone che non conosco, molte donne e ragazze, che scrivevano cose tremende, violente e razziste basandosi sul sentito dire.

una di loro mi ha particolarmente colpito, per la solida e fiera ignoranza delle cose, sostituita da altrettanta dose di violenza verbale.

mi è venuta la voglia di incontrarla, per un caffé, un gelato, due discorsi.

perché vorrei capire se riesce a dirmi le cose orribili che ha scritto guardandomi in faccia, o se quelle cose orrende, urlate e condite da punti esclamativi come una pioggia di settembre vengono fuori solo se sicuri della distanza che uno schermo mette fra noi e l’altro.

vorrei capire se sa di cosa parla, o se si è fatta un’idea del mondo su facebook, dove girano cartelli gialli e neri che condensano il sapere in due righe di niente, contro i politici, contro gli zingari, contro i musulmani, contro i vaccini, contro le scie chimiche.

vorrei capire se le persone in qualche modo, possano cambiare idea, capire, leggere, conoscere.

insomma, vorrei capire se sia definitamente inutile provare a farle ragionare o se esista anche una flebile, lontana, minuscola speranza che con le persone si possa ancora parlare, ci si possa confrontare, si possa, in qualche modo, restare umani o se sia definitivamente troppo tardi.

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5 risposte a la violenza dello schermo

  1. marcoghibellino ha detto:

    amica mia, mai come con questo post ti sento vicina.

  2. marcoghibellino ha detto:

    PS
    per tirarti su ti comunico che i miei peperoncini lanterna http://www.oasiaromatica.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/12/peperoncino-lanterna.jpg sono germinati nel loro semenzaio fatto con una cassetta di aringhe e lastra di vetro di vecchio frigorifero. ^^ e ci mancava che osassero non nascere!! dopo che appena portata la cassetta di aringhe a casa e lasciata in terrazza causa odore , era stata scelta come letto da Zorro. Morale , dovuto candeggiare il gatto nero per overdose di Eau d’arengh N°5

  3. AD Blues ha detto:

    Purtroppo il mondo è pieno di leoni da tastiera.
    Persone che si sentono protetti da uno schermo a tal punto da comportarsi in rete come veri e propri hooligan.
    Può anche essere che dal vivo non siano così violenti ma credimi, sono ottusi allo stesso modo e non ci sarà alcuna cosa che potresti dire o fare per fargli cambiare idea.
    Se non sbaglio, un principio di psicologia citato non mi ricordo se da Dario Bressanini o da Salvo Di Grazia (Medbunker) recita che chi crede ciecamente alle “favole” come quelle che citi tu (immigrazione, criminalità, vaccini, scie chimiche, etc.) non potrà essere convinto in alcun modo, anzi, qualsiasi obiezione alle loro convinzioni che gli potrai portare, anche se scientifica e ben supportata da dati, non avrà altro effetto che rafforzare le loro convinzioni.

    In altre parole: perderai il tuo tempo e ti farai il fegato ancora più grosso.

    —Alex

  4. donna allo specchio ha detto:

    Per quotare alex direi che spesso ognuno è “il leone da tastiera di un altro”. Io per esepmpio non sopporto i mommy blog, li trovo patetici e mi è capitato di fare qualche commento cattivello sul blog di un esaltata che scriveva di ambiente e di maternità e che a me sembrava preconizzasse un ritorno al medioevo. tutto questo per dirti che difficlmente si puo far cambiare idea alla gente, è fiato sprecato, energia persa, ma se qualcuno ci puo riuscire penso che quella sei tu.
    un bacio e un inbocca al lupo

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