che si vinca che si perda!

domenica di derby casalingo, lucchese pisa vissuto allo stadio, col mi’fratello e i suoi amici.

prima notizia: mi sono divertita, e molto.

seconda notizia: la lucchese ha vinto 2 a 1.

e ora passiamo alla cronaca.

siamo arrivati sui gradoni una mezz’ora prima dell’inizio della partita, questo mi ha permesso di ammirare il pubblico presente, come al solito interessante e variopinto.

come personaggio da stadio numero 1 nomino il vecchietto bluette: signore dal barbiere spericolato che avendo esagerato con la fiala blu per capelli l’ha reso  simile al nonno della fata turchina, una specie di OGM fra la gina lollobrigida del film di pinocchio e mastro geppetto con la parrucca.

personaggione numero 2, il pazzo seduto davanti a me (allo stadio si siede SEMPRE un pazzo davanti a me, misteri della statistica). capelli untissimi, maglia e giubbotto bianco, convinto ancor prima del fischio di inizio che l’arbitraggio ci sarebbe stato sfavorevole. questo, a onor del vero, è la convinzione del lucchese medio, per il quale se l’arbitro non fischia un fallo è un cornuto, se lo fischia e allora perché non ha fischiato quello prima?

personaggio numero 3, il moccolatore fantasioso, che si è esibito in entuaste descrizioni della madonna recitante in 50 sfumature di grigio, ha tirato metaforici cani, maiali e e serpenti in campo contando immagino sul miracolo per intervento divino, facendo trasalire perfino il vecchietto dal sigaro e le orecchie pelose accanto a lui che leggeva le statistiche prepartita col piglio da nerd.

alla mia destra il signore che aveva il negozio di alimentari vicino casa dei miei, soprannominato tuttolu’ per via che le cose buone come ce le aveva lui nessuno, genuine come le sue nessuno, fresche come ce le aveva lui nessuno e così via.

a portata di vista tutta la gente che si vede sempre allo stadio, ogni anno più vecchia ma sempre la stessa, un po’ come capita sul treno dei pendolari o alla sagra di paese.

l’entrata in campo dei giocatori ha visto l’esibirsi della curva in uno sbandierìo generale, che a me, se proprio lo volete sapé, avrebbe anche fatto un po’ “onco” (per i non lucchesi, leggasi “mi avrebbe un cicinino disturbato”).

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forse non vi interessa in effetti ma i colori della lucchese sono rosso e nero. la maglia è rossa e nera, i pantaloni neri, i calzini neri.

a volte, è comparso nella divisa anche il bianco. faceva schifo e l’hanno levato.

il simbolo del comune di lucca (se proprio vogliamo cercarlo, sto bianco) è bianco e rosso.

ma le bandiere della lucchese, porco cane e ladro e serpente, tanto per parafrasare il signore da stadio numero 3, sono rossonere.

da sempre rossonere.

fare mille bandierine rosse, bianche e nere, ha dato, a me che leggo le cose forse con malizia, il colpo d’occhio di un’adunata di neonazisti dell’illinois.

e temo non solo a me.

temo anche che la cosa fosse stata anche un po’ voluta, da quelli che hanno immaginato le bandierine da far sventolare ai beoti della curva che alzano il braccio a ogni alito di vento.

il sospetto è stato anche suffragato dallo striscione “vincere” comparso poco dopo scritto con caratteri evidentemente fascidioti.

sempre più felice di far parte della gradinata, coi vecchi dalle orecchie pelose.

ma parliamo d’altro.

il pisa è entrato in campo con una discutibilissima maglia tipo champagne cordon rouge, bianca con una riga trasversale rossa che li faceva assomigliare a franz joseph in visita di stato.

perché?  la maglia del pisa sarebbe nerazzurra, per chi non si intende di righe calcistiche. difficile da confondersi con quella della lucchese… potevano usare la loro maglia normale, avevano paura di sporcarla?

il calcio richiede una certa eleganza, mica ci si può presentare vestiti da austroungarici…

foto da il cactus

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la partita è stata bella, primo tempo con qualche occasione persa per la lucchese e pochissime azioni davvero pericolose per il pisa (sembra che sono stata attenta, no? mica guardavo solo i vecchietti di fronte…), poi dopo l’intervallo il pisa è rientrato a tutta birra e ci ha fatto veramente paura.

il goal della lucchese è stato seguito dopo un minuto dal rigore per il pisa (c’era? secondo me c’era, secondo il pazzo di fronte UN c’era, secondo il commentatore sopra di me era dubbio ma siccome ne aveva negato uno prima sempre al pisa che era dubbio anche quello ha dato il secondo per farsi perdonare del primo che UN l’aveva dato) e dopo una ventina di minuti anche da un rigore della lucchese che ha chiuso la partita.

infine, stanchi ma felici, siamo tornati a casa.

mi dispiace un po’ per i tifosi pisani, che erano venuti davvero in pochissimi e con uno striscione invece favoloso:

“mai una gioia”.

 

 

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