mutande all’aria

il lucchese medio si sa, ci tiene alla sua intimità.

rispetto all’impudicizia dresdese, dove le case non avevano scuri, persiane, spesso neanche tende e dove si poteva vedere la vita degli altri, il lucchese ama nascondersi, ama l’anonimato, ama non doversi esporre.

così, ieri sera, durante uno dei miei girettini da post lavoro, quando la testa ha ancora bisogno di dimenticare le mail della giornata e allora si prova a annusare un balsamo ai fiori di loto o a comprare un dentifricio in offerta, sono capitata nell’emporio del sapone, dove ho trovato, dopo il detersivo per i vetri e prima del cibo per gatti il prodotto che vedete nella foto.

20150309_184846_20150309_185333avete letto bene: un telo salvabucato che specifica “protegge la tua privacy”.

perché se te la fai addosso, poi, gesussignore, lo vedono tutti.

non sta bene.

e così, anche il lucchese timorato e timoroso dello sguardo dei vicini sul bucato steso di fresco, può decidere da ora in avanti di “proteggere la sua privacy” e stendere il famoso “velo pietoso”.

facciamo alcuni esempi:

1) vi siete fatte una fama di sante figlie di maria, tutte casa e chiesa, niente sesso, solo faccende domestiche e stolido lavoro come contabile nel negozio del babbo. come fate a stendere il perizoma di pizzo?

2) avete detto alla fidanzata che siete un ricchissimo bancario, vi fate trovare sempre in giacca e cravatta, con la borsina di pelle e il cellulare che fa anche il caffè. come fate asciugare la tuta blu da metalmeccanico che dovete lavare ogni venerdì?

3) siete il parroco del paese, dove mettete al sole i collant?

tutte queste situazioni imbarazzanti e molte altre sono finite, adesso che c’è il telo nascondi bucato.

io… sarà che ero casualmente vestita come robespierre da giovane (io me lo immagino vestito come me, robespierre da giovane, una specie di capitan harlock del settecento) ma mi sono sentita investita dal vento rivoluzionario.

il vento che prende magliette, lenzuola, camicie da notte lunghe come quaresime, calzini spaiati, mutante slabbrate, floridi reggiseni rosa confetto, serissime camicette da impiegati del catasto e le sventola, per le vie della città, con i fili dei panni usati come pennoni e i nasetti come soldatini.

un vorticare di panni, di vestiti, di cenci di tutti i tipi, che scappano dalle segrete centrifughe dei lucchesi, che si tuffano fuori, sventolando la loro ritrovata libertà e abolendo il primo comandamento del lucchese dabbene:

“i panni sporchi si lavano in famiglia!”

mutande di tutto il mondo unitevi! non avete che da perdere i vostri nasetti.

 

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

5 risposte a mutande all’aria

  1. AD Blues ha detto:

    Mi sono ribaltato dalle risate!
    :)

    —Alex

  2. pensierini ha detto:

    Anch’io! Luci, però dai, come è possibile????? siamo diventati talebani, mettiamo il burqa alle mutande stese????

  3. stefafra ha detto:

    Peró se devi stendere sotto a un albero pieno di piccioni incontinenti, magari il coso viene comodo (io stendo in giardino, di solito va bene, ogni tanto cacca volante).
    Devo dire che non l’ho visto nemmeno in inghilterra, dove sono abbastanza timidini ;-)

  4. Valeria ha detto:

    ahahah… trooooppo bello e… incredibile!

  5. Valeria ha detto:

    … Roba da D-mail:-)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...