lucettina a passo svelto

si era iscritta, con un numero che le ricordava in modo imperfetto la mitica macchina di paperino, 213.

scritto di rosa su fondo bianco, il pettorale era rimasto in borsa per qualche giorno e quando si è presentata alla partenza era tutto acciuccignato.

sua nonna avrebbe poeticamente commentato “par sia stato nculancane…”

comunque è partita, a passo svelto, per la marcia non competitiva dell’8 marzo, organizzata dalla sua palestra in collaborazione e a favore dell’associazione silvana sciortino.

due percorsi, da cinque e da dieci, e lucettina, raffreddata e ansimante come una locomotiva aveva deciso per quella da cinque.

adelante pedro, con juicio… avrebbe commentato il babbuth, citando il manzoni.

alle orecchie due cuffie enormi da sfigata, collegate al cellulare, perché non voleva perdersi “lezioni di musica” delle nove (c’era Brahms) e uomini e profeti delle nove e mezzo (donne e iran), davanti agli occhi il parco fluviale, culi altalenanti di donne di tutte le età e una strada acciottolata e bianca, illuminata da un sole sfacciato e ripulito dalla tormenta dei giorni scorsi.

al polso, lo deve assolutamente confessare, un palloncino rosa.

li davano alla partenza, perché non prenderlo?

decide di andare a passo spedito, più spedito che può, per vedere che cosa riesce a fare, lucettina, col numero 213.

cammina e supera, cammina e viene superata da quelle serie, quelle che corrono veramente, quelle che addirittura corrono e chiacchierano, come diavolo faranno, si chiede lucettina.

passa al primo ristoro, al terzo chilometro, più o meno, e le pare che non sia stata così dura.

continua a passeggiare, nelle orecchie tre donne della radio: due iraniane che vivono in francia e una italiana parlano di come la religione possa influenzare l’esistenza degli individui, se sia giusto, se sia accettabile.

non lo è, pensa lucettina mentre cammina dritta davanti a sé.

camminando segue il fiume, incontra canetti, bimbimbici, mamme al volo.

il palloncino scoppia, rapito da una spina di acacia, peccato.

arriva al bivio, una freccia indica il percorso da cinque, lo prende a malincuore, forse le sarebbe piaciuto provare quello da dieci.

decisamente le sarebbe piaciuto.

troppo bello fuori, troppo sole, troppo blu, troppo fiume per rientrare.

decide di tornare indietro, raggiungere il bivio e prendere la strada dei dieci chilometri.

spegne la radio, toglie le cuffie, sente il rumore del fiume e le chiacchiere delle femmine a passeggio.

una di quelle dietro di lei sta per sposarsi, le amiche le starnazzano attorno felici.

racconta del vestito, di lui che che è emozionato, delle prove della cerimonia, della chiesa e dei fiori.

un mondo decisamente lontano da lucettina, ma che lucettina ascolta volentieri quanto la radio, anche queste sono storie, anche questo è un pezzo di vita.

una delle amiche ama andare a cavallo ma ha smesso perché al marito non piace.

lucettina pensa che è l’otto marzo e dovrebbe dire qualcosa, alla ragazza che rinuncia a qualcosa di bello che non piace al marito.

ma non trova il coraggio, o il fiato o tutte e due le cose.

le tre amiche chiacchierano e chiacchierano e a un certo punto decidono di accelerare.

“vediamo quanto riusciamo ad andare veloci!”

lucettina decide che sono un buon banco di prova, e decide di non farsi superare.

da lì fino alla fine userà il vociare delle tre come incentivo per andare avanti un pochino più velocemente di come avrebbe fatto, per vedere che succede.

dopo qualche chilometro di chiacchiere, ricette di cucina, considerazioni più o meno interessanti delle tre ragazze sul tempo, il lavoro e altre amenità, lucettina vede il traguardo.

sull’arrivo una miss barbuta, con un grande sorriso e un mazzo di mimose.

alza idealmente le braccia al cielo, è arrivata ed è felice.

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a lucettina a passo svelto

  1. AD Blues ha detto:

    Obbrava!

    —Alex

    PS = salutami la miss barbuta!!!

  2. cugifà ha detto:

    l’immagine della miss barbuta mi ha fatto accapponare la pelle! :D

  3. pensierini ha detto:

    Era HDC, la miss barbuta, vero? Anche Conchita si è rasata… :-)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...