la donna barbuta, adinolfi e la teoria gender

conchitanon ho guardato molto sanremo, per cui mi perdonerete se tiro fuori un argomento che, seguendo il detto  per cui “i giornali di oggi incartano la verdura di domani” potrebbe sembrare obsoleto.

ma solo ieri ho trovato il tempo di riguardare via internet conchita wurst sul palco dell’ariston.

a me, conchita wurst piace tantissimo, adoro la sua voce, le sue ciglia finte da bambola di plastica e i suoi vestiti assurdi, dai seni rassegnatamente vuoti, come un bimbo che va in giro per casa con i vestiti della mamma.

quindi, non avendo visto la puntata, mi sono messa a cercare su google “conchita wurst sanremo” per ritrovarla.

ho letto quindi che adinolfi si sarebbe inalberato perché l’ha considerata “propaganda della gender theory”.

ora, se adinolfi si inalbera, noi ce ne facciamo anche una ragione, direi.

quello che mi interessa capire è come mai i cattolici militanti si imbestiano tanto su questa storia della gender theory.

io, confesso, la conosco poco, la gender theory, ho provato a capirci un po’ di più andando su wikipedia e soprattutto a una serata bellissima presso luccAUT, un’associazione della quale a lucca si sentiva disperatamente la mancanza.

durante quella serata ne abbiamo parlato a lungo e molti dubbi sono rimasti, insieme a qualche certezza.

il primo dubbio è il seguente: la gender theory davvero pensa che “gay si diventi”? vale a dire, che si nasce piuttosto neutri e che l’ambiente, l’educazione, i vestitini azzurri o rosa decidano il nostro destino?

se questa è la vulgata che riassume in una frase la gender theory, I am sorry, io non ci sto.

io penso che gay si nasca, così come si nasce eterosessuali, con gli occhi azzurri o con gli occhi bruni.

ho sempre letto con estrema empatia il sito “born this way” e mi pare, da quello che leggo, e da quello che mi raccontano i miei amici, che di essere gay o etero uno lo sa, poi viverlo o meno, beh, quello è tutto un altro paio di maniche.

conosco un po’ di eterosessuali frustrati da un’idea del sesso come “peccato” o “perversione” che arrivano a diventare adulti prima e vecchi dopo senza aver mai capito che cosa sia veramente una vita sessuale felice, che sia a causa di un’idea religiosa, sociale, familiare, poco importa.

così come conosco qualche omosessuale che prima di arrivare a vivere serenamente la propria vita ha dovuto battersi per essere quello che era, né più né meno: se stesso.

se invece, vogliamo parlare di gender theory per inserire il concetto che alla fine tutto è relativo, che si può amare un uomo, una donna o un calorifero, purché consapevole e consensiente, allora viva la gender theory.

e viva conchita wurst, che alla domanda pelosa di carlo conti che voleva sapere se la barba l’avesse aiutata a vincere l’eurofestival ha trionfalmente risposto: “di sicuro ha aiutato me”.

viva conchita, viva le donne barbute e i maschi che barattano un big jim per una barbie!

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2 risposte a la donna barbuta, adinolfi e la teoria gender

  1. AD Blues ha detto:

    I personaggi come Conchita destabilizzano le menti piccole e ristrette perché non corrispondono a nessun “tipo” a loro conosciuto.

    Sarà uomo o donna? Si sentirà uomo o donna? Ma se è uomo perché si veste da donna? E se si sente donna e si veste da donna, perché non si fa il crescere il seno e soprattutto, orrore! tiene la barba?

    Sono terrificanti perché obbligano a pensare con la propria testa e, dio mio, non l’hanno mai fatto, nessuno ha mai insegnato loro come fare oppure gli hanno inculcato che pensare da soli sia peccato.

    Da un altro punto di vista però questi personaggi non fanno affatto paura ai tipi come Adinolfi, anzi, sono la loro fortuna perché possono sbandierarli come volantini di fronte alle menti piccole e ristrette sopracitate.
    Un po’ come i gaglioffi incappucciati sbandierano le teste mozzate per far paura a noi occidentali e provocarci, così da poi poter dire “cari compagni ci attaccano, sono contro di noi, venite con noi, finanziateci e fateci vostri leader; dateci il potere così potremo difendere i vostri valori” così fa Adinolfi e la sua bella compagnia.

    —Alex

  2. donna allo specchio ha detto:

    anche a me conchita è smpatica e carlo conti è proprio grezzo!! che idea poi invitare quella famiglia con 16 figli. per par condicio con conchita forse?

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