il pescivendolo gentile

faccio parte della generazione dei supermercati, da adulta non mi è quasi mai capitato di frequentare botteghe di alimentari, o piccoli negozi. non ho “il macellaio di fiducia” perché la carne ne compro poca e alla coppe, non ho la “bottega sotto casa” perché nel centro storico le poche che ci sono sembrano gioellerie, fa eccezione il fornaio, il cui negozio frequento con parecchio entusiasmo (e no, non nel senso della pina di fantozzi, sono donne le commesse).

ma da ieri ho deciso che avrò il pescivendolo di fiducia.

sono entrata per prendere gli ingredienti di una spaghettata di mare, per due persone non è semplice trovare le dosi giuste e così mentre aspettavo il mio turno rimuginavo sul da farsi.

“uhm… toccherà prenderne di più e congelare… non mi pare una grande idea… vediamo… le reti delle cozze sono da mezzo chilo…”

“mi dica!”

mi fa il signore dal grembiule blu.

“ecco.. volevo un po’ di misto per una pasta… siamo in due…”

il principe blu ha aperto la retina delle cozze e me ne ha SCELTE venti, bellissime, pulite, perfette.

poi mi ha dato un paio di etti di vongole veraci.

“scusi l’ignoranza, ma che differenza c’è per cucinare fra totanesse e calamari?”

“le totanesse le faccia in umido, sono buonissime ma ci mettono tanto a cuocere, per la pasta le do sei calamari!”

li prende, li pulisce, e li prepara già affettati.

io ho le lacrime agli occhi dalla gioia.

con quello che ho e i gamberi del congelatore sarà perfetto.

agguanto dei tagliolini al nero di seppia che chiedevano solo di essere mangiati e penso “cavolo… il prezzemolo! tocca fermarmi a qualche verduraio….”

e il tipo:

“aspetti solo un secondo, vado dietro a prenderle un po’ di prezzemolo!”

sono uscita, col mio sacchettino di cena ikea: mancava solo la brugola e poi era pronta.

fuori un cielo che pareva la gonna di cenerentola sul libro delle fiabe sonore, la bici ben legata che mi aspettava furba, sono salita in sella e ho fischiettato felice fino a casa.

grazie signor grembiule blu, la prossima volta torno da lei.

 

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3 risposte a il pescivendolo gentile

  1. giovanni ha detto:

    sono le piccole cose che ci fanno fare le grandi scelte…..piu o meno volevo dire questo…..

  2. AD Blues ha detto:

    Secondo me la crisi dei piccoli negozi nasce da due fattori:
    1) gran parte dei piccoli negozianti ha voluto scimmiottare la grande distribuzione, sono stati costretti ad aumentare i prezzi per far fronte alla concorrenza spietata della GDO ed hanno nel contempo rinunciato ad offrire ai propri clienti il valore aggiunto della flessibilità, della confidenza, del trattare il cliente come un amico speciale; tutte cose che invece renderebbe fare la spesa da loro piacevole e giustificherebbe una piccola spesa aggiuntiva.
    2) come Lucia, gran parte dei consumatori, abituati al concetto di “one size fits all” dai supermercati, hanno perso l’abitudine ai piccoli negozi e non si aspettano cosa potrebbero offrire loro… Se solo lo facessero!

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