buy paris duty free

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parigi, balocco aspettando il tempo del mio imbarco.

spruzzo profumi su un cartoncino, agito e annuso.

intorno a me signorine ben pettinate, che spero non notino i miei capelli colpiti dalla pioggia aquitana.

intorno a me gente con un trolley, come il mio, con una borsa alla spalla, come la mia, annoiata come me dall’attesa.

improvvisamente, un tappeto di note mi arriva al naso prima del profumo di hermès.

è l’inizio de “les feuilles mortes”, suonato con dolcezza e passione, senza le parole mi arrivano le emozioni della canzone, risento la voce di jacky, torno nella fiat uno di quando ero ragazzina e alla cassetta piantata nell’autoradio.

mi giro e guardo da dove possa venire.

il pianoforte è lì, con un cartello invitante che dice “se ti va, suonami” o qualcosa di simile.

seduto dietro al cartello un uomo che evidentemente “gli va”.

lo zaino ai suoi piedi, le mani sulla tastiera.

passa da brel a mozart, così, come se sfogliasse le pagine di una rivista aspettando la chiamata al gate.

e io ascolto, grata, quel regalo inatteso, in mezzo ai lustrini, ai profumi che non metterò mai, ai foulard con disegnato sopra cavalli, alle borse da seicento euro, alle vetrine che vendono té francese, cioccolato, macarons.

gli esseri umani sono sempre in grado di stupirmi.

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8 risposte a buy paris duty free

  1. pensierini ha detto:

    Ah, les françaises! :-)

  2. AD Blues ha detto:

    Questa moda di mettere un pianoforte in un luogo pubblico, disponibile per essere suonato dai passanti, come per esempio nel nuovo sottopasso della Stazione di Firenze, mi piace assai!
    Voglio pensare possa essere come un antidoto contro la rozzezza, l’individualismo e l’indifferenza.
    Trovo che il pianoforte abbia un suono pieno di delicatezza, che ti mette in pace con il mondo; in più, chi suona lo fa anche per gli altri. Questa idea mi piace parecchio.

    —Alex

  3. formichina ha detto:

    Questo è il terminal 2D dell’aeroporto CDG, per caso? La prima volta che ho vissuto l’esperienza anch’io ho mandato tante benedizioni a chi ha avuto questa idea geniale…

  4. biba ha detto:

    Sì, chi suona forse lo fa anche per gli altri, non so, ma soptrattuttissimo lo fa per se stesso. Per consolarsi o per alleviare qualcosa. Anche la noia.

    • donna allo specchio ha detto:

      a volte la noia la da agli altri come quando ti suonano musica jazz nel mio caso che la detesto, ma ho la liberta di scappar via

  5. smilablomma ha detto:

    fortunata! le tante volte che anche io ho visto pianoforti negli aeroporti non c’era mai nessuno a suonarli.

  6. donna allo specchio ha detto:

    io l’ho visto alla stazione di strasburgo, ma suonava roba jazz contempo e a me il jazz, a meno che non sia quello vecchio di new orleans, da letteralmente sui nervi. Quindi sono scappata via

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