il re leone

lucca, trattoria fuori porta, una cena di lavoro scanzonata.

mentre aspettiamo che arrivino tutti ci si siede.

un posto vuoto rimane accanto a me.

dopo pochi minuti arriva: super mario, il re leone, mario cipollini.

che a lucca fa il guappo, sa di essere conosciuto e ammirato, sa di non passare inosservato, sa che la gente, quando passa super mario, si gira e lo guarda, pensa alle volte che lo ha visto a braccia alzate, e sì, anche forse pensa al doping e pensa ai pomeriggi di prima estate, agli arrivi, alle volate, al corpo statuario sopra la bicicletta di campione del mondo.

vede il posto vuoto, si siede accanto a me e sorride.

sa che so chi è, e si siede esattamente per questo, per riscuotere un po’ di sana ammirazione. se femminile anche meglio.

sorrido.

ho un campione del mondo di ciclismo seduto accanto.

una maglia iridata, rosa, gialla e ciclamino, tutte sulle spalle di un solo uomo.

gli vorrei raccontare allora di mio nonno, e della sua bicicletta gialla, chissà se mi potrebbe aiutare a ritrovarla, magari lui l’ha vista da qualche parte.

gli vorrei raccontare del gran premio della montagna, a lussemburgo, quando in cima aspettavo il mazzo di fiori e il bacio della miss, gli vorrei raccontare che mi hanno rubato la bici, e chiedergli se un campione del mondo, anche lui ha la sua bici o se forse è abituato a pedalarne mille e non ce ne è una che sia veramente sua.

gli vorrei raccontare delle uscite in mountain bike, quando penso di morire e mi tocca appoggiare le puppe sul manubrio e poi invece riparto e anche se sbuffo come una locomotiva arrivo in cima.

gli vorrei raccontare di quando mi tolsero le rotine e avevo cinque anni e pensavo sarei morta.

gli vorrei raccontare che fa uno sport bellissimo, pieno di berretti, e di cigli di strade, di vecchi con la gazzetta in mano e i peli nelle orecchie, di televisione accesa al bar e di spuma bionda a un tavolino di plastica della birra moretti, di discorsi di classifica, cronoscalate, punti, gran premi della montagna, e di bimbetti che sperano qualcuno tiri la borraccia, e nonno giochiamo? no che c’è l’arrivo del giro d’italia, giochiamo dopo.

gli vorrei dire tutto questo, al campione del mondo.

ma invece ci si racconta qualche scemenza senza valore e poi ci salutiamo, perché a volte le cose importanti rimangono in bocca, come i noccioli delle ciliegie che non si sa mai dove sputare.

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3 risposte a il re leone

  1. bel racconto… ecchetelodicoaffa… i tuoi racconti mi piacciono sempre. diciamo che qualcuno un po’ di più. ecco, questo un po’ di più. :-)

  2. AD Blues ha detto:

    Il mitico supermario!

    —Alex

  3. pensierini ha detto:

    A volte non si riesce a trovare la voce per dirle, le cose importanti. Anche a me capita di esprimermi meglio per iscritto. Timidezza? Boh.

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