per una bicicletta

ci ho messo qualche giorno.

qualche giorno passato a cercare, a sbirciare nei vicoli, contro le pareti del bar aperti di notte, alle porte della città, alla stazione, ai parcheggi, negli angoli delle piazze e delle vie.

ma non l’ho ritrovata. ci ho sperato, devo ammettere, me l’avevano detto, “a volte si ritrovano, perché magari l’ha presa qualche balordo per andare alla macchina parcheggiata o alla stazione o a qualche bar…” mi avevano detto così e io avevo pensato che era sicuramente vero, che l’avrei ritrovata, che sarebbe stata tirata per terra, magari col cestino strappato via o un po’ spettinata, ma l’avrei ritrovata, le avrei fatto una coccola ma sorridendo ci sarei risalita sopra e l’avrei riportata a casa, con me, esattamente dove doveva stare.

invece non è così, non l’ho ancora ritrovata appoggiata a un angolo di strada, non l’ho più rivista, non ho visto il manubrio pretenziosamente montato al rovescio affinché sembrasse da corsa, non ho rivisto il telaio argentato, né i cestini montati davanti e dietro, brava chiocciola a pedali, per portare tutto quello che mi serve.

e allora scrivo, per dire che mi mancherà, che per il ladro che l’ha presa è solo una bici in più, fra tante bici ammucchiate chissà dove, ma che per me era lei, era la bici arrivata a lussemburgo insieme al mio cuore gonfio, era la bici della route d’esch, dove arrivata in cima la miss mi aspettava con il mazzo di fiori e la bottiglia di spumantaccio da aprire sulle braccia festanti dei tifosi, era la bici del giro in solitaria del primo maggio all’abbazia di neumunster, con le canzoni fatte all’occorrenza nelle cuffie.

era la bici traslocata a dresda, e di dresda aveva il vento, le botte sul pavé, le salite e le discese dell’augustusbruecke e dei viottoli dell’elba, il profumo dei biergarten e le lacrime per frau patata, mentre tornavo a casa lungo la ciclabile del fiume.

era la bici riportata a lucca, quella dei giri di mura fatti per snebbiare il cervello, la bici che mi portava da thelma e da thelma mi riprendeva.

era la mia bici.

e io l’amavo.

 

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4 risposte a per una bicicletta

  1. pensierini ha detto:

    Uhm… e farsi un giretto agli oggetti smarriti? Lo so che non l’hai affatto smarrita, te l’hanno proprio ‘fregata’, però forse il ladro può averla abbandonata e qualcuno onesto raccolta e consegnata. Mi dispiace molto, se non la ritrovi, perché ricordo il tuo racconto sulle biciclette della tua vita e lei c’era. :-(

  2. AD Blues ha detto:

    Se tu fossi di qui ti porterei dove i delinquentelli “fanno il mercato” delle bici rubate e forse la ritroveresti…
    Ladri stronzi.

    —Alex

  3. biba ha detto:

    Mi dispiace Luci, lo so come ci si affeziona anche alle cose! Continua a cercarla… anche io come Alex potrei portarti dove forse la ritroveresti, ma non sei di qui…

  4. cugifà ha detto:

    continua a cercare, mia suocera ritrovò la bicicletta di Lety rubata dalla loggia dopo 15-20 giorni appoggiata ad un muro vicino a dei negozi in via della fratta…. lei la rirubò!

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