due parole sul Südtirol

non è una zona che conosco particolarmente, in questi anni era un posto da oltrepassare in macchina se volevo arrivare in germania, ma questo paio di giorni in tirolo (sud o tirolo austriaco che sia) mi sono davvero piaciuti.

mi risuonano nelle orecchie le parole di molti parenti e amici che ci sono stati in vacanza.

“ah, guarda, sono insopportabili! gli parli in italiano e ti rispondono in tedesco!”

“ah! ti guardano dall’alto in basso, eppure sono italiani come noi e si credono austriaci, con tutti i vantaggi che hanno a essere italiani!”

e così via.

ogni volta mi veniva voglia di rispondere frasi del tipo “hai presente il concetto di MINORANZA LINGUISTICA?” ma ogni volta pensavo anche che io non c’ero stata, non sapevo di preciso com’era andare lì e così rimandavo alla possibile vacanza.

adesso vi propongo un gioco: immaginate di essere di famiglia germanofona, nato e cresciuto fra germanofoni, vivete in una vallata dove tutti i vostri amici sono come voi e che abbiate imparato l’italiano a scuola, in fin dei conti siete italiani per decreto, e tocca impararlo, questo benedetto italiano.

d’estate vi arriva nel bar una torma di vostri connazionali, italiani.

hanno la felpa blu con la scritta ITA a destra e LIA a sinistra, l’orologio gigante, una moglie con gli strass e dei bambini ingestibili che si chiamano olivia e fabio massimo.

si avvicinano al bancone e non dicono neanche buongiorno, sono impegnati a urlare ai bambini e a chiamare la moglie “amò”.

dicono invece:

“due caffè, ma buoni per favore!”

non vi viene voglia di rispondere loro con una supercazzola in tedesco?

perché a me, a sterzig (vipiteno) invece mi è capitato di entrare in un locale, sorridere, e dire “guten tag, wir sind sechs…”

e sentirmi rispondere:

“è un poko pienen ma kon calma la zistemo, zignora!”

per cui mi è venuto il sospetto.

poi a seefeld, AUSTRIA, alla festa dei diavoli di san nicola, ho conosciuto una signora con un bimbo, austriaca, che mi ha attaccato bottone in italiano raccontandomi dei diavoli delle vallate, felice di raccontarmi della sua cultura, delle sue valli, della neve, dei fienili, delle storie di montagna.

e allora il sospetto si è rafforzato…

ci saranno certo dei maleducati, presuntuosi e supponenti cruccacci, in tirolo, ma forse è difficile sentirsi italiani quando chi arriva urla come un matto, fa battute trite e ritrite sul caffé, commenta le puppe delle bionde cameriere come se non ci fosse un domani e pensa di essere sempre il più ganzo parcheggiando a cavallo della riga.

non so se vi è mai capitato, ma a volte in vacanza preferisco spacciarmi di un’altra nazione, una qualsiasi che non sia la mia…

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6 risposte a due parole sul Südtirol

  1. ciacco.29 ha detto:

    Ciao ti leggo da un po’ e non ho ancora mai commentato.
    Oggi non resisto perchè parli di un posto che conosco abbastanza bene, perchè ci passo ogni anno almeno una settimana con la mia famiglia.
    Siamo in quattro, due adulti (senza strass e senza felpa con la scritta ITA LIA, ma forse con grandi orologi) e due bimbi al limite dell’ingestibile, il Sud Tirolo ci piace molto e, devo dire, anche noi non gli dispiaciamo.
    Oddio magari a volte qualche sopracciglio si solleva, devo ammetterlo, e non sempre sono tutti cortesi ed educati, ma capirai noi siamo di Firenze, non c’è altoatesino che possa davvero essere più scorbutico di ciò a cui siamo abituati e poi…due di noi parlano tedesco.
    Aiuta, sopratutto quando sono lor a provare a farti la supercazzola

  2. pensierini ha detto:

    Condivido l’ultima tua considerazione generale, certi Italiani sono insopportabili. Devo dire però che concordo un po’ meno quelle precedenti, relative ai germanofoni d’Italia: li ho trovati spesso maleducati, anche con chi era gentile ma italoparlante.

  3. donna allo specchio ha detto:

    non so che dirti, io vivo in alsazia e a me capita che vengono dei tedeschi qui e si rivolgono a me in tedesco. Ora, io parlo 4 lingue (italiano, francese, spagnolo, inglese), tutte ad un livello madrelingua, ma NON il tedesco. E l’alsazia ha smesso di essere tedesca da un pezzo. Quando vado oltrefrontiera mi rivolgo a loro in inglese e chiedo se parlano inglese, francese, spagnolo e italiano e un po di russo. Se non è in un tabaccaio (dove spesso sono francesi e si rivogono a me in questa lingua) mi rispondono “only deutch”, io mi limito ad un alzata di spalle e ad un sorriso. Comunque almeno la maggior parte di loro sono gentili.

  4. gugifà ha detto:

    non mi spaccio mai per uno di un’altra nazione, preferisco essere un italiano civile che fa capire che esistono italiani civili e simpatici.
    Ci sono italiani stupidi e incivili ma anche italiani saggi e civili … ma questo credo che valga per tutta la popolazione mondiale.

  5. donna allo specchio ha detto:

    io vivo in francia da talmente tanti anni, ho un compagno francese, sono di lontane origini francesi, e, francamente, da tempo, mi sento un po francese. Ma ci sono francesi stronzi (e ralleurs, brontoloni) e francesi educati come ci sono italiani stronzi e cafoni e italiani educati. C’è un po di tutto dappertutto

  6. AD Blues ha detto:

    In effetti capita molto spesso anche a me di notare come i nostri connazionali, all’estero, sembrino svettare sugli altri e conquistare il podio per cafonaggine, maleducazione e supponenza.
    Giusto ieri sera in aeroporto ad Amsterdam c’era un “simpatico” gruppetto del genere (e pensare che non erano giovinastri ma coppie di 60-70enni!)

    Ovvio che non è vero che tutti i nostri connazionali in gita siano dei cafoni però guarda caso, se c’è un cafone in giro che si fa notare da tutti per maleducazione, al 70% sarà italiano.
    E’ la triste verità e chi ha viaggiato abbastanza, a patto che si sia guardato intorno con un minimo di spirito d’osservazione, lo sa bene.

    —Alex

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