A.

(disclaimer: la blogger in questione è stata bambina una volta, i bambini che amano i bambini non possono essere oggetto di gelosia in alcun modo. i mariti gelosi si adeguino).

si chiamava A. e si chiama A. anche adesso, a dire il vero.

aveva sei anni e anche lei ne aveva sei.

lui era bravissimo a scuola e aveva gli occhi tagliati a mandorla.

questo lo rendeva irresistibile.

lei non aveva occhi che per lui.

lui non aveva occhi che per E.

la cosa la faceva soffrire, molto.

ma non le impedì di sognare per anni e anni e anni ancora tutto quello che il suo cuore da bambina era capace di sognare.

trasparente al suo sguardo, passò tutti gli anni delle elementari a sognare la sua rivincita di donna cresciuta.

mentre dondolava sull’altalena del giardino immaginava se stessa da grande, cresciuta, alta, dai lunghi capelli lisci come i cartoni animati, bellissima, agile e magra, cavalcare per i campi di farneta come un’amazzone, affascinante e inarrivabile.

e immaginava lui, capitare per caso, cresciuto e uomo fatto, cadere innamorato ai suoi piedi, quasi non riconoscendo, nella bellissima cavallerizza, la bimba paffuta e goffa delle elementari, quella col fiocco sproporzionato al grembiule, quella coi denti un po’ in fuori, il naso come un fungo in mezzo al viso che sapeva più parole di lui alla gara di italiano e sapeva fare i conti un po’ meno bene di lui a quella di matematica. geografia pari. scienze lei.

e lei era contenta di vederlo, ma finalmente non sentiva più quel tuffo al cuore che non la faceva parlare e le riempiva le guance di rosso e la lingua di segatura. no, era spigliata, disinvolta, scendeva da cavallo, passeggiavano, lei raccontava a lui che faceva la scienziata, e glielo diceva così, con l’aria di chi diceva una cosa qualsiasi, e gli diceva anche che aveva scritto molti libri, che avrebbe potuto farglieli leggere, se voleva e lui non avrebbe trovato le parole, perso com’era ad ammirare quella donna e soprattutto il suo cavallo.

fantasticò così, per cinque lunghi anni, dalla prima alla quinta elementare.

e poi se ne dimenticò.

incontrarlo in via fillungo ieri sera è stato bello, avrebbe solo voluto avere un cavallo con sé.

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5 risposte a A.

  1. pensierini ha detto:

    Sto ancora ridendo per il disclaimer! :lol:

  2. AD Blues ha detto:

    Cavallo o bicicletta non fanno poi tanta differenza!

    —Alex

    PS = ok, “incontrarlo è stato bello”… Ma è sempre irresistibile? E’ cresciuto come lo immaginavi nei tuoi sogni oppure no? (sono cattivo, lo so)

  3. donna allo specchio ha detto:

    bellissimo !!!!

  4. meme ha detto:

    tu fai sognare!! :D :D

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