fantozza

al lavoro ci sono, come da tutte le parti, le porte per entrare e per uscire, di solito si tratta anche della solita porta, vista dal davanti o vista dal didietro.

sempre di solito, non è buona educazione sbatacchiare le porte, ma, per non dare fastidio agli altri, le porte sia accompagnano, con delicatezza, fino a fine corsa, in modo da non fare rumore.

di solito si usa una cosa che si chiama “maniglia” che fa pensare che sia una cosa che si acchiappa con la mano (da lì, verosimilmente, il nome).

sono cose che sanno tutti.

meno lucettina.

che era andata al lavoro bella come un popone maturo, con un vestitino nero (di che colore lo volevate?) delle calze lampone (per i lettori uomini: il color “lampone” ESISTE) degli scaldamuscoli in tinta (degli scaldamuscoli, embé?) e le scarpe nere eleganti per la donna che non deve chiedere mai e un foulard tutto colorato ma il cui colore dominante era, indovinate un po’? nero dite? nein! lampone. il lampone esiste. come già ribadito. esiste, il lampone.

dicevamo di lucettina che sventolava il suo vestitino nero tutto frufru, le sue calzette lampone e il suo naso all’aria, e che svolazzava da una parte all’altra dell’ufficio.

fino a che, oltrepassata una porta, che immetteva in una stanza piena di gente (il suo ufficio, per la precisione, quello di cui lei è sciaguratamente IRresponsabile) e con aria piena di sussiego ha chiuso la porta.

non in modo volgare o rumoroso sbattendola contro il muro, no.

lucettina l’ha accompagnata.

con la mano però NON sulla maniglia.

con la mano sulla porta.

per la precisione dove la porta, chiudendosi, batte contro l’altra porta.

e siccome pensava ad altro, ha dimenticato di toglierla, la manona oranga che si ritrova.

sTiacciando senza appello le falangi nella porta.

e sTiacciando anche qualche parolaccia irripetibile, davanti agli occhi impietriti della di lei brigata di gente.

dopo gli improperi si è ficcata la mano in bocca, ululando come un lupo.

dalla brigata di gente si è levato un solo, saggio grido.

“acqua fredda! corri in bagno!”

e così ha fatto. rubinetto aperto, acqua gelata sulle falangi arroventate e urlo liberatorio.

dal bagno.

lascio a voi immaginare cosa abbiano pensato tutti gli altri frequentatori dell’ufficio (dicasi “colleghi”) sentendo lucettina urlare, dietro la porta chiusa del bagno qualcosa come “AAAHHHHHHHHHHHHHH, FINALMENTE!”

 

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3 risposte a fantozza

  1. AD Blues ha detto:

    Qui da me son talmente fanatici della sicurezza sul lavoro che ti avrebbero costretto a fare rapporto sull’incidente ed avrebbero avviato un “rigoroso processo di investigazione volto alla prevenzione del ripetersi di un evento simile”.

    Secondo me la colpa è degli scaldamuscoli in tinta! (ma dai, gli scaldamuscoli andavano bene solo per la palestra e negli anni ’80!)

    Un bacetto sulla bùa ;)

    —Alex

  2. pensierini ha detto:

    Un bacetto anche da parte mia.

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