olaf va nello spazio

peluche-frozen-il-regno-di-ghiaccio-pupazzo-di-neve-olaf-40-cmquando ho visto olaf schizzare in alto verso il soffitto della soyuz, ho capito che erano entrati in orbita, che la gravità si era assopita, e che il lancio era andato bene.

samantha cristoforetti, prima donna italiana, è nello spazio.

con sé aveva olaf, un pupazzo di peluche attaccato al soffitto con una cordicella.

un pupazzo di peluche, delle bacchette in mano per premere i comandi anche quando i piloti sono legati ai sedili, dei fogli come una coppia in vacanza con in mano l’atlante stradale.

i russi sono famosi per trovare soluzioni creative a problemi complessi: sullo shuttle non c’è un pupazzo, sullo shuttle ci sono gli strumenti adatti e tutte quelle cose teNNologiche che ben si addicono a un film ammeregano,  sulla soyuz c’è olaf, attaccato a un filo, che a un certo punto schizza in alto.

frau patata avrebbe scosso la testa e commentato “Eine russische Lösung!” una soluzione alla russa, come quando trovava che qualcuno aveva usato dello scotch per riparare una cella frigo, o dello spago per tener ferma una penna vicino a una scrivania di lavoro.

non amava le soluzioni alla russa, lei. era tedesca, non aveva né spazio né voglia per la fantasia.

l’ingegner cristoforetti ha lanciato un “wow!” quando olaf è volato in alto, tradendo un pochino di emozione e rendendola ancor più simpatica di quanto la gestione mediatica di questa impresa aveva reso in questi giorni.

immaginate se gagarin avesse avuto una pagina facebook, o una trasmissione televisiva, o avesse potuto twittare prima della partenza…

abbiamo guardato la diretta, con priska che dormiva sulle mie ginocchia e il gattonero che studiava il da farsi: credo stia costruendo un razzo in soffitta e delle lezioni di volo le farebbero comodo.

chiamo mia madre, anche lei a guardare.

da bambina guardavamo sempre il lancio dello shuttle, tutti e quattro, sul divano marrone del salotto dalla moquette consunta dal nostro perpetuo giocare, dalle nostre costruzioni sempre perennemente sul pavimento, da usare per costruire navicelle spaziali, molto più interessanti delle casette con le piante finte in giardino.

“hai visto bello, mamma? ora andrà sulla stazione spaziale internazionale!”

“e quanto ci starà?”

“sei mesi”

“eh… speriamo si trovi bene!”

speriamo ti trovi bene, ingegner cristoforetti, fai buon viaggio e saluta la terra da lassù.

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Una risposta a olaf va nello spazio

  1. pensierini ha detto:

    Bello. Ma la gravità non si era affatto assopita, nella navicella spaziale c’è apparente assenza di peso perché le cose stanno effettivamente cadendo tutte insieme, nel loro moto circolare uniforme, appunto in caduta libera, all’unisono, attorno alla Terra. Se non subisse la gravità terrestre, la ISS si dirigerebbe lontano e Sam e gli altri si perderebbero per sempre, brr… [Scusa il pippone di fisica, da vecchia prof non ho resistito alla tentazione… ;-) ]

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