sull’idrosolubilità dei lucchesi

abito in una città sulla quale piove molti giorni all’anno.

questo porterebbe a pensare che i suoi abitanti, come quelli di londra, o parigi, o berlino, o dublino, o delhi, siano abituati a camminare, vivere, passeggiare sotto la pioggia.

non è così.

la pioggia sconvolge il lucchese ogni volta. anche se piove da giorni il lucchese non si rassegna e la vive come se fosse di acido muriatico o come se lui, i suoi piedi e il suo ombrello fossero fatti di zucchero a velo, pronto a sciogliersi senza rimedio sotto la prima goccia.

così la pioggia ci sorprende, e si corre a nascondersi, a ripararsi, a proteggersi dallo strano nemico che viene dal cielo, si prende la macchina per fare due metri, si lasciano i figli davanti al portone di scuola e si vanno a riprendere come i sorvegliati speciali fuori dal carcere.

le strade percorribili con le macchine si intasano e quelle pedonali del centro storico si spopolano.

la pioggia rende deserta la città, nasconde nelle case, chiude nelle macchine.

non so come mai detestiamo tanto bagnarci, anche se fa ancora caldo, anche se in fondo non può succederci veramente nulla di male a farci piovere in testa.

davanti ai turisti incellofanati che baloccano col naso in su passiamo sotto a ombrelli col filo spinato, con la testa bassa e il passo svelto, non avesse a riconoscerci qualcuno per strada e poi tocca chiacchierare sotto la pioggia.

come gatti caduti per caso nella vasca da bagno schizziamo via, verso casa, dove è asciutto, dove si possa chiudere porte e finestre, che la pioggia non entri, che rimanga la polvere dei secoli, che niente, dico niente, scalfisca il nostro cristallino essere di zucchero.

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3 risposte a sull’idrosolubilità dei lucchesi

  1. AD Blues ha detto:

    No, non è un’esclusiva lucchese credo sia proprio italianissima.
    Sarà colpa delle nostre nonne che ci hanno ripetuto fino allo sfinimento che se ti bagnavi poi ti prendevi il raffreddore, la polmonite e tutte le altre malattie conosciute e sconosciute.

    La scorse settimana in Irlanda vedevo le persone camminare sotto la pioggia con assoluta tranquillità, lo stesso accade in Alsazia e negli USA… Sono ancora vivi, ne deduco che forse le nostre nonne forse erano un po’ troppo chiocce!

    —Alex

  2. donna allo specchio ha detto:

    E’ proprio vero! io quando piove qui in alsazia da buona italiana non faccio nulla o meglio non vado a nuoto o alla piscina perchè uscire già umida della piscina e trovare l’umido giammai !! e mi precludo tante cose!! i miei concittadini invece prendono la bici normalmente e vivono!!!

  3. Pingback: acquata | letteredalucca

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