non sei cambiata affatto

lucca, sette di sera, di corsa scendo dalla macchina di thelma e mi avvio verso casa, verso le cose da fare, la borsa della piscina, le verdure per la cena, due o tre scemenze da comprare.

nel sottopasso incrocio il suo sguardo prima incredulo, poi divertito.

la mia insegnante di italiano di seconda media è davanti a me.

le sorrido, non è cambiata quasi per niente, penso.

lei mi sorride e mi dice “non sei cambiata affatto!”

la vorrei abbracciare, ma mi trattengo, il pudore che si riserva verso i professori che hanno significato qualcosa di importante non smette mai di farci sentire sempre un pochino di qua dalla cattedra.

mi chiede che ho fatto, le dico dell’università, di biologia, della germania, di lucca e del lavoro, in trenta secondi.

lei sorride e mi dice che è felice di vedermi, mi chiede di mia madre.

“anche lei è sempre uguale”

le dico.

i suoi figli, che invece ricordo bambini piccoli, fanno gli ingegneri e uno vive in qatar.

lei veniva da torre del greco, ci raccontava che dove viveva lei, bastava mettere una mano fuori dalla finestra per entrare nel salotto del vicino.

io immaginavo chissà che formicaio vivente tipo tokyo.

lei ci faceva scrivere, ma soprattutto ci faceva leggere.

portavamo i libri che ci erano piaciuti a scuola, e potevamo scambiarli, scrivere brevi schede e recensioni e lasciarle dentro, per fare da guida al lettore successivo.

lei ci amò, per un solo breve anno di passaggio, fra la prima e la terza, insegnante precaria, vagante da una scuola all’altra, amò noi e il suo lavoro, si prese cura delle nostre teste, rideva dei nostri pasticci e non un giorno andò sprecato con lei.

non le ho detto che sono cambiata.

non le ho detto che a tredici anni, quando la conobbi, tutto volevo essere fuori che una tredicenne.

non le ho detto che odiavo i miei brufoli, le mie curve, i miei occhiali, i miei piedi lunghi come olivia e la mia totale incapacità di parlare, sostituita con disperazione a quella di riempire pagine e pagine di quaderni a righe.

non le ho detto che le scuole medie erano il posto peggiore per la mia anima, che sognava di crescere, fuggire da lì e diventare presto qualcos’altro, qualsiasi cosa non fosse essere in seconda media.

non gliel’ho detto, perché lei, tutto questo, lo sapeva benissimo.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

4 risposte a non sei cambiata affatto

  1. pensierini ha detto:

    E non le hai detto del blogghino, temo. Ne sarebbe stata fiera.

  2. tittisissa ha detto:

    Volevo scriverlo anche io. Dovevi dirle del blogghino, e del post a lei dedicato!

  3. letteredalucca ha detto:

    Avete ragione! La prossima volta NIELO dico! :-)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...