s’è perso, uno a zero

domenica allo stadio, col mi’fratello e, naturalmente, con la mi’mamma.

mi piace andare allo stadio con loro due: borbottano per strada, si pisignano, si stuzzicano, si spituzzano, e alla fine, una volta seduti sulle gradinate, ci si diverte come matti, e si soffre anche un pochino, perché il pallone o non ti garba, o, se ti garba, un po’ devi soffrire.

era tanto che non ci tornavo, mai una gioia, ultimamente, ma, come sempre, la cosa che mi è piaciuta di più non è stata la partita ma tutto il contorno.

il vecchio con la dentiera accanto a me, ad esempio, che si lanciava in commenti che neanche la domenica sportiva e mi parlava di “terzino di fascia” costringendomi a bisbigliare nell’orecchio di mia madre:

“mamma, che diavolo è un terzino di fascia?”

“è un terzino come quelli normali ma lavora anche da ala e l’ala deve lavorare da terzino, sai, con questa storia che adesso è tornato di moda il 5-3-2, accidenti a loro…”

“grazie!”

voi lo sapevate che cosa era un terzino di fascia? ecco, io adesso lo so.

ho anche capito che mia madre poco ama il 5-3-2 che non è altro che è il modo di disporre i giocatori in campo, ma si sa, disporre i giocatori è più di uno schema, la disposizione rivela la filosofia del gioco, la weltanschauung dell’allenatore, è il manifesto programmatico della squadra, insomma, sonasega, il 5-3-2 non NI garba, alla mi’mamma.

intanto io guardavo i vecchi vicino a me, cercando di carpirne i segreti e di attaccare bottone sfoggiando nozioni sul modulo di gioco.

così ho potuto sentire un fantastico:

“la prossima volta mettiti i ssandali!”

urlato alla guardalinee donna che durante una pausa di gioco aveva chiesto il tempo per legarsi gli scarpini.

oppure il mitico:

“aLbitro disonesto e in malafede!!”

che adoro per la lirica quasi ottocentesca.

poi il mitico “po’ ti manca il tempo” urlato al portiere che cincischia e soprattutto, al terzo goal sbagliato dalla lucchese e uscito sulla destra della porta di pochissimo un meraviglioso:

“iomadonna, si poteva spostà la porta un popoin più in là? questo meritava!”

il primo tempo leoni, il secondo coglioni, un rigore parato, il goal della carrarese di rimbalzo che non si è neanche capito come sia entrato e l’evergreen dei cori da stadio sanremesi della curva.

insomma, il solito.

ma io mi sono proprio divertita.

 

 

 

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Una risposta a s’è perso, uno a zero

  1. nonunacosaseria ha detto:

    punto primo: la lucchese gioca con il 4-3-1-2, non con il 5-3-2 (o 3-5-2, che poi è la stessa cosa).
    punto secondo: era una vita che la lucchese non perdeva in casa, sei venuta te e ha perso.
    ergo…
    punto terzo: ergo, dicevo, se ti rivedo che vieni verso lo stadio di domenica quando gioca la lucchese, io lài, ti dico che c’è anche matteo renzi in gradinata accanto alla binetti e voglio poi vedere se ‘un ti rigiri e ‘un torni a farneta, marianna cane!

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