sulla tirannide inaspettata

esistono al mondo tanti tipi di tirannide, i popoli a volte se ne sono liberati con la violenza, a volte se ne sono assuefatti con la televisione, o condividendo puttanate su facebook.

esiste, fra le tante tirannidi, anche quella che stiamo subendo in casa nostra.

il piccolo principe fuggì da una rosa tiranna, noi abbiamo una gatta che non è da meno.

e si badi bene, non sto parlando di piccolodemonioneroFrida, no, sto parlando della mite e pacifica Priska, gatta tigrata, di nobile aspetto e di flemma invidiabile.

fu trovata sotto una pianta di rosmarino, a farneta, a forma di lisca di pesce (la gatta, non il rosmarino) mentre resisteva eroicamente ai bau bau del cane giallo, che non ne voleva certo sapere di un terzo gatto in casa sua.

fu trovata e fu anche subito amore.

secca lei, grassi noi, ci prendemmo al volo e lei fu la nostra gatta e noi i suoi umani.

il veterinario le fece di tutto per toglierle rogna, pulci, raffreddore e ogni altra schifezza che possa albergare in un gatto strapazzato e in pochi mesi fu la splendida, elegante gattona che tutti noi amiamo.

e anche lei ama noi.

si fa trovare alla porta quando entriamo in casa dopo una lunga giornata con le fusa accese (priska, non noi).

in casa sta sempre dove siamo noi, meglio se in un’unica stanza e meglio se vicini, in modo che lei possa stare con le zampe dietro su uno, con quelle davanti sull’altro, ci guardi compiaciuta e pensi “bada lì che begli umani che ho!”

quando non ci siamo si immalinconisce, guarda fuori dalla finestra e riconosce i nostri passi quando ci avviciniamo.

è forse tirannide questa?

sì, signori della giuria.

è la tirannide che una gatta fintamente tonta ha escogitato per tenerci in suo totale dominio.

se manchiamo qualche giorno, se gli amici entrano in casa nostra, portando con sé odori di altri gatti o animali che potrebbero distrarci dal suo affetto, per giorni priska fa la pipì nei posti dove fa più male.

stiamo vivendo ostaggio di una gatta.

che il veterinario ha diagnosticato “depressa”.

e si deprime perché noi non passiamo il 100% del tempo con lei.

e quando si deprime fa la pipì.

quando usciamo dobbiamo foderare la casa con teli di plastica tipo imbianchino, giriamo con in mano disinfettante e vaporella, non sappiamo mai cosa aspettarci ogni volta che torniamo da un viaggio.

prendersela con lei?

farci un vero “salame di felino” passandola al tritacarne?

la tentazione, ammettiamolo, è grande.

ma se la cosa fosse anche solo lontanamente immaginabile, dove sarebbe la tirannia?

la dura verità è che anche noi vogliamo bene a questa stronzissima gatta e non sappiamo più dove battere la testa.

la tirannide dell’affetto è la peggiore, perché senza soluzione alcuna.

come uscire dalla presa del Vero Amore?

come salvarsi dall’affetto incondizionato che per te prova una gatta?

(ma questo forse è valido anche per gli esseri umani…)

come uscire dal ricatto emotivo di chi sta male per “causa tua”, che sia un gatto piscione, un amico ossessivo, una nonna che ti vede a cena non abbastanza quanto desiderebbe?

come si convince un gatto a smettere di amarti così tanto?

basta anche meno…

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8 risposte a sulla tirannide inaspettata

  1. marcoghibellino ha detto:

    la diagnosi del vet è solo parzialmente esatta, più che di depressione trattasi di insicurezza felina. Priska è la PRIMA gatta di casa , quando non ci siete si deprime e cura la propria insicurezza riappropriandosi del SUO territorio, lo marca come un maschio in calore

  2. Valeria ha detto:

    Oddio! … questa è dipendenza affettiva…

  3. marcoghibellino ha detto:

    ^^ fatevene una ragione , voi siete SUOI e quando sparite si offende si deprime e va in ansia, ecche cavolo il SUO branco che la abbandona , che tempi, non c’è più rispetto

  4. janecole ha detto:

    PiccolodemonioneroFrida queste cose non le fa: belladizia!

  5. laperfezionestanca ha detto:

    Ah! Purtroppo non credo ci sia rimedio. Una delle mie gatte era identica, pisciava praticamente ovunque, ma soprattutto sul divano (vaporella a gogò), sui cuscini, sulle poltrone. Casa imbalsamata con teli di plastica, sedie sul divano, poltrone con il sedile rialzato per 19 lunghi anni. Appena mi allontanavo un disastro, pipì ovunque. E per 18 anni ho desiderato che stirasse le zampette. Non ho mai avuto il coraggio di mandarla via, ma il giorno che è morta, dopo un breve piantino, ho tirato un profondo respiro di sollievo e finalmente ho riavuto una casa con divano, poltrone e cuscini. E la stanza da letto aperta.
    Nel frattempo avevo provato di tutto, spray repellenti, coccole, distanza. Niente niente niente ha mai funzionato. Ma forse voi avete una possibilità. Portarla a Farneta.

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