la padania non è la scozia

mentre si aspetta il risultato dello scrutinio ci terrei a chiarire una cosina.

la padania non è la scozia, non è la catalogna, non è il tibet, non è i paesi baschi  non è l’irlanda del nord, eccetera eccetera eccetera,.

nel referendum che sta terminando si affrontano secoli di storia, re e regine, battaglie e cultura, lingua e religione, e mille altri complessi fattori.

nelle pagliacciate di pontida ci sono vent’anni di scemenze, di dio po e radici cristiane, di roma ladrona e il trota, di territori inventati ad arte e i cui confini cambiano a seconda che il comizio si tenga a bergamo o a carrara.

la lega nord si inventò, esattamente come grillo, in un momento storico dove sapeva avrebbe raccolto dello scontento dei partiti tradizionali, dando alla gente quello che la gente voleva.

un capro espiatorio.

sei povero?

è colpa dei terroni.

dei negri.

degli zingari.

degli omosessuali.

degli islamici.

ha detto tutto e il contrario di tutto, è arrivata al potere per spartirsene i privilegi e si è accompagnata al peggiore dei corrotti, porta il nome del suo fondatore la legge più inumana che conosca, la bossi-fini.

l’autodeterminazione dei popoli, concetto che l’italia del risorgimento conosce molto bene, non c’entra con l’idea autoreferente, egoistica, piccolobottegaia delle “tasse al nord”, così come settecento anni di storia non hanno niente a che vedere con borghezio, le ronde padane, e le radici cristiane di lambrate.

 

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6 risposte a la padania non è la scozia

  1. marcoghibellino ha detto:

    amen
    ti dirò di più , in una chat ieri un amico scozzese doc mi ha spiegato perchè voterà no.
    a parte il problema che la Scozia indipendente avrebbe di darsi strutture scolastiche sanitarie militari ecc ecc autonome, a parte che usufruire di maggiori diritti sui giacimenti petroliferi sarà quasi una cosa impossibile, mi diceva ” più il mondo va avanti più ci troveremo a affrontare problemi molto seri come surriscaldamento globale e mancanza di acqua potabile e questi problemi si affontano con l’unione non con i localismi per quanto emotivamente gratificanti.Culloden Moor è accaduta 300 anni fa , mettiamoci una pietra sopra “

  2. giovanni ha detto:

    mah….potrebbe nascere un bel dibattito…..corretto ed educato; vorrei sottolineare che la liberta’ di un popolo viene sopra di tutto…

    • AD Blues ha detto:

      Hai ragione, ci sarebbe da aprire un dibattito sul significato di libertà.
      Gli scozzesi non sono liberi forse?
      Io casomai prenderei i nord-coreani come esempio di popolo non libero, non certo gli scozzesi. In fondo hanno fatto un referendum ed i “no” hanno vinto, mi pare una bella espressione di libertà.
      Se gli avessero impedito il referendum, se gli esponenti del “sì” fossero stati fatti sparire, beh allora forse si poteva dire che la Scozia non fosse libera.

      Ho paura che molte persone confondano “libertà” con anarchia o con individualismo.
      Di certo chi gode di un elevato livello di libertà tende ad alzare sempre più l’asticella del proprio livello ideale (o ideologico) di libertà ma bisognerebbe riflettere sui limiti di questo concetto per non rendersi, a mio avviso, ridicoli.

      —Alex

  3. AD Blues ha detto:

    C’è da dire che anche nella “nobile” idea indipendentista scozzese c’è in ballo un gran mucchio di soldi del petrolio del mare del nord che, a loro dire, Londra si prende tutti per sé e lasciandone ben pochi agli scozzesi. Dicono loro, eh…
    Per me questa epoca avrebbe dovuto essere quella delle unità e non delle divisioni quindi queste idee separatiste mi sembrano tutte anacronistiche e folli.
    Sono molto contento del risultato finale.

    —Alex

    PS = poi è stato detto che essere supportati da Borghezio, Putin e compagnia bella non era motivo di gran vanto per gli scozzesi e francamente mi trovano d’accordo ;)

    • donna allo specchio ha detto:

      All’inizio ho detto: è chiaro che ho vinto il no, visto chi supportava il si (Borghezio, Putin e compagnia bella)…:). Ma un’osservazione del genere non prende in conto il carattere tendenzialmente isolano dei britannici, scozzesi compresi.Loro hanno tendenza a non curarsi del resto del mondo e gli affari della piccola Europa non li riguardano, ancor meno i vari Borghezio, i leader catalani. Per non parlare du Putin…
      Premesso cio, sono contenta per la vittoria del no, proprio per evitare la reazione a catena nella “piccola europa”. Ma a mio avviso, il solo svolgimento del referendum ha avuto già una consegueza positiva: ha prodotto maggiore autonomia per la Scozia, l’Irlanda del Nord e il Galles, perchè gl’Inglesi sono intelligenti, si sono resi conto di un sentimento e sono corsi ai ripari onde evitare che la situazione degeneri

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