spuma

lucettina una volta era giramondo.

poi il mondo ha rallentato e lucettina anche.

adesso lucettina non gira quasi mai, sta sempre davanti a un computer e, diciamolo, un po’ si annoia.

allora lucettina quando si annoia ripensa a quando era una donna col trolley, la vita esplosa fra mille aeroporti, fra mille viaggi, due o tre mondi diversi, case diverse, lingue diverse.

e prova a ripensare che quando faceva quella vita lì, invece sognava di passare più tempo a casa, a casa sua, anche se non sapeva ancora quale, e che stava facendo quella vita lì per tornarci.

ma ogni tanto, a lucettina, ricapita di viaggiare, anche se vicino casa.

per esempio ieri lucettina era a roma, per lavoro, nella capitale, col treno, quello veloce, sissignori.

con il giornale sulle ginocchia e il caffè, sissignori.

e a roma è scesa, con i suoi tacchi alti, i pantaloni neri e il foulard al vento.

e ha fatto quel che doveva fare, con meno sicurezza del solito, ma lo ha fatto.

e dopo è andata a pranzo coi colleghi.

a volte, quando girava il mondo, le capitava di andare a pranzo coi colleghi, velocemente, e lei di solito era quella che in quel posto lì, qualunque posto fosse, c’era già stata, oppure ne capiva la lingua, oppure sapeva cosa c’era da mangiare e lo consigliava a tutti.

“come fanno bene le aringhe crude qui… guardi, signora mia…”

diceva con aria sussiegosa in un baraccio di berlino.

“no! ma non devi ordinare spaghetti! piuttosto un croque!”

pavoneggiava a parigi.

“conosco un sushi bar dietro l’angolo”

poteva dire a antraccoli.

e così, con l’aria di chi ha come casa il mondo, lucettina anche a roma si è presentata alla cassa.

abbiamo già detto del foulard, gli occhiali sulla testa a tener fermi i capelli (lo ha visto fare da altre donne manager e le pare sempre che le dia un certo che), un braccialetto da femmina e la borsa, nera, come sempre, si rivolge al barista:

“un tramezzino e una spuma bionda per favore”.

il barista la guarda e tace.

poi guarda la cassa, cercando forse la parola “spuma”.

la cassa non lo aiuta.

riguarda lei.

poi di nuovo la cassa.

poi di nuovo lei.

“una spuma bionda è una birra immagino..”

“no”

sorride lucettina che viene da farneta, anche se ha gli occhiali sulla testa.

“una spuma bionda è una cosa tipo la gassosa ma arancione”.

“un’orzata”

“no…”

“una cedrata?”

“no”

“non ce l’abbiamo la spuma bionda”.

e dietro lucettina inizia er dibbatito.

come si confà in un vero bar di roma.

lucettina si arrende.

“acqua gassata per favore…”

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19 risposte a spuma

  1. cugifà ha detto:

    nun esiste la spuma in quer de Roma, nun ce poi nemmeno provà a dimandalla perché sennò te guardeno strano!
    ‘STI BARBARI!
    Mi hanno detto che a spuma esiste solo in Toscana e credo soprattutto nella alta Toscana

  2. AD Blues ha detto:

    Si vede che sei andata in un bar troppo figo o che il cassiere fosse troppo giovane.
    La spuma bionda è una cosa troppo retrò… Roba per noi agèe ;)

    —Alex

  3. giovanni ha detto:

    io cambiavo bar…..eheh, vabbe’ dai, scherzo.

  4. pensierini ha detto:

    Simile all’aranciata, no?

  5. Elena ha detto:

    Stessa scena in Sardegna! Solo che a me, il barista, senza porre tante domande, alla richiesta di una spuma bionda, mi servì con decisione una bella birra. E fu così che scoprii l’Ichnusa…
    ciao!

  6. donna allo specchio ha detto:

    scusate io so de roma, e so de la generazione di alex, ma la spuma bionda nun so proprio cosa sia

  7. donna allo specchio ha detto:

    anzi per me una spuma è una birra, che io non bevo perchè a me la birra, nonostante abiti nella patria della birra proprio nun me piace, come non mi piacciono tutte le cose amare

  8. Valeria ha detto:

    A me me piace assai la spuma bionda, però una bira è mejo.

  9. AD Blues ha detto:

    Ma quanti estimatori della spuma bionda sanno con cosa è aromatizzata?
    (io ho conosciuto la verità per motivi professionali…)

    —Alex

  10. Giulietta ha detto:

    quando ero piccola io la Tomarchionaturà faceva la spuma, ma non so se é la stessa cosa.
    Peró con i tacchi non ti ci vedo proprio…

  11. stefano ha detto:

    tanti anni fa chiesi una spuma in un bar di roma..mi dettero un chinotto (che da allora ho iniziato ad amare..)

  12. marcoghibellino ha detto:

    un calice di Est Est Est quello forse lo conoscono

  13. Morgaine ha detto:

    La spuma per me risale a oltre cinquant’anni fa. Nel paesino in provincia di Varese dove andavamo l’estate c’era un venditore di bibite di nome Bossi che col camion portava a casa cassette di bottiglie che ritirava poi una volta vuote. Noi compravamo la gazzosa, ma lui vendeva anche la spuma, non so dire di che colore perché alla mia famiglia non piaceva. E la vendevano anche al bar a bicchieri. Anni dopo, approdata a Roma, ho scoperto che qui non esistevano né gazzosa né spuma, e oggi credo che al bar si trovino solo in pochissimi posti.

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