come un pollo

fine giornata di settembre, con thelma decidiamo per un giro di mura di chiacchiere e passo svelto.

thelma è in jeans e maglietta, e pare appena uscita da un centro estetico.

io mi sono cambiata nel bagno dell’ufficio prima di uscire, ho dei pantaloni larghi, la maglia di superman fregata ad HDC, i capelli legati con un elastico e gli occhiali da sole in equilibrio precario sulla testa.

thelma è bellissima, come solo lei sa essere.

camminiamo con piglio deciso, mentre intorno a noi lucchesi asciutti corrono come scheggie e tedeschi patatomorfi mi ricordano vecchie colleghe.

alla fine cedo alla tentazione.

“thelma…”

“dimmi”

“senti ma… tu, secondo te, no, insomma, visto che tu lo sai fare…”

“cosa?”

“ecco… pensavo, mi insegneresti a correre?”

thelma non crede alle sue orecchie, e a dire il vero neanche io. ma l’ho detto. e se per caso thelma accetta sono fregata.

“certo! che ci vuole?”

eccomi. così imparo.

“seguimi!”

quando thelma dice seguimi io la seguo. poche storie.

piano piano accelera.

e io anche.

poi accelera di più.

e anche io.

ci si ritrova che si corre, thelma come se fosse a guardare le vetrine in via fillungo, io come se fossi il cane bella con la lingua di fuori.

“respira piano”.

mi dice, mentre ansimo.

“alza le ginocchia, rilassa le spalle”.

boh, chissà come si fa…

mentre cerco di capire come si faccia ad alzare le ginocchia e a rilassare le spalle thelma mi dice che stiamo andando, se non me ne fossi accorta stiamo correndo, anche io, voglio dire, non solo tutti gli altri, anche io sto correndo, con la tuta e la maglia di superman, sto correndo sulle mura come tutti i lucchesi che si rispettino.

sto correndo.

thelma sorride e concede una pausa.

“arriviamo fino al prossimo lampione, poi si cammina”.

avere una meta aiuta.

non è molto diverso dalla bicicletta.

dopo un pochino si riparte, io punto un baluardo. thelma è inflessibile.

“no, fino al caffé delle mura”

sgrano gli occhi. non è possibile.

“certo che lo è, guarda in terra, il caffé delle mura ci verrà incontro”

ha ragione thelma.

guardo le foglie dei platani cadute, una dopo l’altra, ansimo come un boiler, corro come un cane zoppo ma il caffé delle mura arriva davvero. e lo superiamo pure.

come un pollo volo e atterro sull’asfalto delle mura, starnazzo e riparto, provo e riprovo.

io ho corso sulle mura.

signore e signori, io ho corso sulle mura.

alla fine del giro, stretching.

“allora luci, lo sai vero, l’A B C dello stretching sulle mura?”

“no, qual è?”

“il culo si gira sempre nel verso opposto a quello della strada!”

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7 risposte a come un pollo

  1. AD Blues ha detto:

    Potere della maglietta di Superman!
    Io provo sempre con le noccioline ma non mi fanno mai effetto e continuo ad andare piano come un paracarro ed essere superato persino dai 70enni.

    Certo magari, se l’incentivo fosse raggiungere la bella Thelma chissà … ;)

    —Alex

  2. tittisissa ha detto:

    Sei wonder woman cacchio! E non lo sapevi!

  3. Giulietta ha detto:

    Ma chi te lo fa fare???

  4. pensierini ha detto:

    Ma che brava, non sei più un bradipo, fai ciclismo e ora pure corsa! Mica l’ho capita, però, la storia del culo opposto alla strada…

  5. cugifà ha detto:

    cosa fai mi diventi tutta di colpo atletica?

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