la vuelta

sulla sua bici pareva il vento, sentiva girare la testa dalla velocità frenetica alla quale era lanciato.

luci e ombre si alternavano senza sosta, senza dargli il tempo di capire.

chi lo avesse guardato da fuori avrebbe giurato che non era lui a comandare il roteare vorticoso dei pedali.

una strada chiara, legnosa, eterna, liscia come un biliardo per la maggior parte del tempo, ostacoli improvvisi, curve acute, riprese rapidissime.

ripensò ad altre volte come questa, con la squadra, ognuno il suo colore ma tutti nella stessa rete, nello stesso pugno, stretti come fratelli intorno al centrale campionissimo.

ripensò ai percorsi accidentati, così diversi da questo, a quelli caldi, assolati, profumati di mare, di belle donne, di estate promettente di vittoria, a quelli duri di cemento, con l’erba improvvisa, con le attese pazienti, le fermate e le ripartite, gli arrivi gloriosi.

intanto era lanciato, niente poteva fermarlo, aveva percorso almeno otto volte il giro del salotto.

un gatto nero lo stava inseguendo e lanciando senza sosta.

“frida! dove hai trovato la pallina di bugno?”

“mew!”

giodul32000[1]

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Una risposta a la vuelta

  1. AD Blues ha detto:

    Non poteva essere che “colpa” del gattonero! ;)

    —Alex

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