agilità

non sono mai stata assimilabile, neanche da lontano, al concetto di agilità.

sono sempre stata mentalmente e corporalmente elefantiaca.

non tanto per la mole (o per il naso), proprio per l’impossibilità di fare movimenti rapidi, di collegare il cervello ai muscoli, di identificare con un movimento preciso il desiderio di fare esattamente quel gesto lì.

la mia intenzione motoria si trasforma sempre in qualcosa di approssimato e approssimativo, di tentato ma non riuscito, di simile ma non uguale, un gesto che vorrebbe ma non è, come se la testa e il corpo appartenessero a due persone diverse, come se me l’avessero trapiantata senza fare attenzione.

così andare in bici diventa anche un ascoltare se stessi sbagliare e ritentare, sforzarsi di mettere attenzione in un gesto scemo, come il guardare indietro quando si pedala, per vedere se chi ci segue c’è ancora, o prendere la borraccia senza doversi fermare e mettere i piedi a terra, o salire e scendere come se fosse un gesto naturale, per me, che invece metto in terra la bici per salirci sopra.

sono stata sullo sterrato, in salita e in discesa, ho avuto paura e mi sono fermata, sono anche ripartita, una volta, due, tre.

mi sarebbe piaciuto avere a disposizione uno di quei corpi asciutti, nervosi, scattanti, e invece sui pedali c’era la solita, morbida, imbranata di sempre.

ma sono io che io pedalato, sono io che sono arrivata in cima e ridiscesa, non un corpo nervoso e segaligno, ma il mio, con tutti i suoi difetti è il corpo che mi ha portato in cima.

e anche quello che mi ha riportato sana e salva fino a casa.

“non avere paura! 

usa soltanto leggermente il freno dietro!

ok! 

uhm…

senti…

qual è il freno dietro?”

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a agilità

  1. pensierini ha detto:

    Il finale è da antologia! :-D Ad ogni modo, io sono ‘molto’ morbidona e piuttosto imbranata, ma questo non mi ha impedito di macinare più di 10 km al giorno, sulla battigia! W le goffe! :-D

  2. AD Blues ha detto:

    La differenza fra il “riuscire” o il “non riuscire” a fare una cosa è il crederci.
    Il più grosso limite a quello che si può o non può fare è il nostro cervello che, bastardo, a volte ci convince che “no non ce la posso fare, non sono in grado, mi manca il fisico, l’allenamento, non l’ho mai fatto prima, etc.”

    Brava Luci!

    —Alex

  3. donna allo specchio ha detto:

    neanche io sono mai stata il massimo della grazia femminile e dell’agilità, piuttosot una cavallona, più alta dei miei coetanei, abbastanza goffa e mancina per giunta

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...