una cena

adoro le fiere di beneficenza.

quelle dove si vincono oggetti assurdi, centrini, cavatappi quando va bene, calze da donna verde e viola quando va male, più spesso ancora carta igienica.

ma non so stare lontana.

i bigliettini arrotolati tenuti dall’anellino di pasta, le signore vizze, la bicicletta appesa come primo premio, il vaso di vetro dove ficcare la mano, mescolare e tirare su quello che rimane attaccato alle dita.

la scorsa settimana ho vinto una cena per due.

all’abetone.

e per fortuna, all’abetone, c’ ero già.

così, col prode HDC siamo andati, belli come il sole, a cena fuori dove non pensavo mi sarei mai fermata.

una serata bellissima.

il ristorante era in realtà il ristorante di un albergo, quindi eravamo gli unici “esterni” e aveva quell’aria di fasti passati, sopiti dal passare del tempo.

poltrone di legno e stoffa, moquette nel salone del camino (sì, c’era anche un salone col caminetto acceso) arredamento che mi ricordava il 1983.

gli avventori erano perfettamente coordinati al luogo.

carampane e consorti in doppio petto, si auguravano in sfacciato fiorentino che il giorno dopo fosse un tempo migliore, parlavano di medicine per la pressione, di amici comuni e di buona cucina.

la mia carampana preferita ha detto: “quando sento l’espressione salotto buono, non posso fare a meno di pensare a gualtiero”.

e da oggi in poi anche io farò così: gualtiero sarà sempre nei miei pensieri, ogni volta che entrerò nel salotto buono di qualcuno.

ps: la cena era squisita, non mangiavo l’osso buco dalla terza elementare.

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2 risposte a una cena

  1. AD Blues ha detto:

    Gualtiero!!!
    :)

    —Alex

  2. marcoghibellino ha detto:

    questa è un pò Ot ma visto che si parla di mangiare….
    un amica americana mi ha chiesto: “perchè il pane in Toscana è senza sale? ”
    Doverosa e lunga spiegazione (senza sale eccetto a Lucca) … https://curiositasufirenze.wordpress.com/tag/origine-pane-senza-sale/ quello che ha attirato la mia attenzione è la chiusura dell’articolo con un antico proverbio fiorentino

    ” Questa caratteristica còppia di pane di Prato è talmente famosa da essere celebrata in uno dei più antichi proverbi fiorentini, che dice: “Pane di Prato, vino di Pomino, potta lucchese e cinci fiorentino“, intendendosi con questo riassumere popolarmente “le eccellenze” della Toscana.”
    (PS sempre modesti i fiorentini eh? )

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