due gatti (e uno poco più in là)

al tramonto di una giornata estiva li trovo che sonnecchiano sul selciato, lui enorme, rosso, dal disegno perfetto e dalla calma serenità.

lei tigrata, paurosa di tutto, tiene d’occhio ogni cosa come se fosse un pericolo e sgrana gli occhi fatti di biglie di vetro.

lo stesso mondo, due occhi diversi.

per il gattorosso il cortile è un posto sereno, fatto di complimenti dei passanti, di cibo delle gattare, di cestini di biciclette dove dormire, di posti ombrosi quando fa caldo e angoli al sole quando fa freddo.

per la tigrata il cortile è un potenziale di pericoli non colti, non capiti, solo temuti.

poco lontano nasolungo, il nobile decaduto fratello di gattorosso, si lecca la coda con aria bohémienne, secco e spesso ammalato, assomiglia a quei nobili ottocenteschi che frequentavano sanatori e guardavano il mondo col distacco di chi non desiderava prenderne parte.

il cielo si fa di un azzurro intenso, mentre la torre delle ore proietta l’ombra sul muro di casa facendo tramontare il sole solo in sala da pranzo.

la gatta scappa, il gattorosso si mette in posa, come ha imparato a fare quando passano i turisti.

2014-08-17 19.57.56

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Una risposta a due gatti (e uno poco più in là)

  1. AD Blues ha detto:

    Sarà che ho la passione per i gatti rossi ma questo è proprio bello!

    —Alex

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