oltreserchio

mio fratello giocava nell’oltreserchio, quando era alle elementari.

erano tutti alti un soldo di cacio, qualcuno già si atteggiava a calciatore vero, qualcun altro invece preferiva le coccole della mamma.

il campo era lungo il fiume, a santa maria a colle, dietro l’argine, circondato da pioppi e campi.

correvano dentro a pantaloncini gonfi di vento, magliette a volte troppo lunghe, scarpette tacchettate appena comprate.

capitava, a volte, che una squadra facesse goal perché il pallone rimbalzava davanti al portiere scavalcandolo troppo in alto per poterla bloccare.

capitava che sugli spalti le mamme si accapigliassero e si mettessero a dare consigli tecnici ai poveri bimbi imbambolati.

“matteooooo! stai sulla fascia!”

“marcalo più stretto!”

“crossa!”

era divertente osservare le mamme diventate tecniche della nazionale in due minuti, quasi più divertente che guardare la partita.

capitava anche che a volte incontrassero una squadra di veri brocchi.

e così, dopo pochi minuti, l’oltreserchio vinceva magari due a zero.

alla fine del primo tempo cinque a zero.

nell’intervallo veniva quindi dato il seguente ordine di scuderia: “ora bimbi basta goal, se capita fate fare goal anche a loro”.

quando giocava l’oltreserchio.

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5 risposte a oltreserchio

  1. AD Blues ha detto:

    E’ vero che con i bimbi bisogna usare un metro differente; per esempio mi dicono colleghi che hanno figli che giocano in queste squadrette di pulcini che di solito a metà partita rimescolano le squadre.
    D’altro canto credo sia sbagliatissimo rallentare il ritmo o non impegnarsi al meglio delle proprie possibilità, sarebbe profondamente antisportivo, come trattare l’avversario da minorato, da disabile.
    Nel rugby per esempio (e capita spesso di avere squadre forti che incontrano altre di veri brocchi) è considerato peccato mortale rallentare; una vera mancanza di rispetto verso l’avversario, anche a costo di vincere 100 a zero.

    —Alex

  2. pensierini ha detto:

    Ahaha, attualissimo, questo post! :-D

  3. cugifà ha detto:

    ogni riferimento a cose e persone relative ad una partita di semifinale dei mondiali mi pare puramente casuale :-D

    Per quanto riguarda il rugby è vero ci si impegna sempre al massimo non si umilia l’avversario non giocando al nostro meglio, sarebbe disonorevole per noi e per i nostri avversari, questo per i grandi; a volte però si vedono delle squadre di pulcini che, capendo che i bambini di fronte sono alle prime armi, per far si che pure loro si divertano e abbiamo un bel ricordo della giornata, di loro iniziativa senza la necessità che l’allenatore dica nulla, senza smettere di giocare, calando solo l’intensità, fanno fare una meta anche agli altri.

  4. donna allo specchio ha detto:

    che cosa patetica!!!!!

    • donna allo specchio ha detto:

      o meglio preciso: patetica è la sconfitta del brasile, poveri (io tifavo per loro), non patetico è quello che dice cugifa che invece è molto tenero, specie perchè viene dalla loro sponte

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