paesino

ogni volta che finisco in un paesino mi rimane sempre la voglia di vivere in un posto del genere.

di quelli con le strade che diventano scale, e le scale che diventano strade, coperte, striscianti al raso delle case, dai giardini minuscoli inventati da vecchie signore appassionate di ortensie, gerani e ciabatte di panno bluette.

un paesino con la pro-loco, che organizzi d’estate la padellata di acciughe (se il paesino è sul mare) o d’inverno la castagnata (se il paesino è in montagna), un paesino dove i bimbetti giocano in ciabatte a pallone, dove si scenda al mare e si risalga per pranzo, dove il farmacista, il maresciallo, la maestra e il prete conoscono tutti.

un paesino dove morire di noia, un paesino dal quale scappare e tornare da grande, guardando con gli occhi addolciti dal viaggio i panni stesi della vicina, sempre gli stessi, sempre la tovaglia a fiori, sempre le lenzuola rosina, sempre i jeans del figliolo che fa il cameriere al “lupo di mare”, ristorante per tedeschi dove mangi bene anche tu che sei tornato dall’erasmus.

un paesino dove ristrutturare la casa della nonna, per andarci d’estate e ogni volta che vuoi, apparecchiando la tavola con le posate di quando eri piccolo, e prendendo il sale da barattoli di plastica bianchi e rossi.

una casa dai letti sgangherati e un giardino da ripulire, la griglia accesa in un angolo perfetto, gli amici che portano le birre.

un paesino. insomma.

 

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2 risposte a paesino

  1. janecole ha detto:

    Mi sono commossa.

  2. tizianatiziana ha detto:

    anche io mi sono commossa. mi è venuto a mente il paesino della mi’ nonna e del mi’ babbo: Mammiano, frazione di San Marcello Pistoiese. dove ho passato le mie estati di bambina e di ragazzina. dove sono spesso tornata a trovare la nonna, dove ancora adesso torno ogni tanto presa dalla nostalgia ma dove non ho più la possibilità di dormire nei letti con la testiera in ferro battuto e “le materasse” troppo morbide e le reti di ferro cigolanti e non posso nemmeno cucinare prendendo il sale dal barattolo bianco e rosso (è vero, mia nonna aveva davvero quei barattoli) perchè la nonna abitava in affitto e quindi la casa c’è, ma non è più di mia nonna ed è stata complemente ristrutturata. anche se ogni volta che vado mi sembra di vederla affacciata alla finestra, con la vestaglia “fiorita” che mi aspetta.

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