requiem per una tazza

la tazza preferita è qualcosa di speciale, non si diventa tazze preferite per nulla.

e lei, comprata in un aeroporto in irlanda, lo era diventata sul campo.

a dresda mi aveva fatto compagnia per la prima volta quando le ostriche irlandesi si erano fatte vive con violenza, ospitando acqua e finocchio per qualche giorno, pensando che curarmi con una tazza che veniva dallo stesso posto delle ostriche avrebbe avuto un effetto curativo maggiore.

da lì a caffellatte della mattina il passo fu breve.

la perfezione di una tazza si misura nella perfetta proporzione di caffè e di latte che ci entra, nella capacità di cedere calore abbastanza lentamente da farti arrivare in fondo a quello che bevi che è ancora caldo ma abbastanza velocemente da non dover aspettare troppo se è bollente.

la perfezione di una tazza, si misura anche dalla sensazione che dà alle labbra. ad esempio i grossi mug non mi piacciono, troppo grossolani e dalla forma a tubo.

lei era un sottile tronco di cono, con pecore danzanti e trifogli, l’emblema del luogo comune irlandese, mi piaceva esattamente così come era, era perfetta.

stamattina, versando il caffè, ho visto il tavolo colorarsi di marrone.

incredula ho controllato la tazza appena uscita dalla lavastoviglie.

varie incrinature sul fondo e sulla superficie lasciavano uscire gocce di caffè gettandomi nello sconforto.

adesso è nell’acquaio di cucina, vuota e sciacquata di corsa, e io sono qui a scrivere di lei.

non ditemi di farne un portapenne, i portapenne sono dedicati alle tazze che non piacciono e a me quella tazza invece piaceva da morire.

non comprerò un’altra tazza, per me era unica al mondo.

ho altre tazze in casa nel quale entra il giusto quantitativo di latte e di caffè, altre dal bordo sottile e dalla forma a cono, ma non sono la mia tazza.

ecco.

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6 risposte a requiem per una tazza

  1. tittisissa ha detto:

    Povera Lucettina tanto triste! Urge visita in Irlanda (senza pranzettino a base di ostriche) per acquistarne un’altra identica!

  2. pensierini ha detto:

    La mia tazza preferita, quella del caffellatte della mattina appunto, è un reperto di fine millennio scorso: c’è disegnato un grande orologio, le cui lancette segnano quasi la data fatidica, 2000 appunto. E’ grossa e pesante, quasi sferica, robustissima, e spero che duri un altro decennio almeno.

  3. Spartaco Mencaroni ha detto:

    Potresti foderare il fondo della tazza con qualche resina alimentare… magari un negozio di ceramiche artigianali può fare un lavoro del genere. E poi smettere di lavarla in lavastoviglie!

  4. Valeria ha detto:

    Potrebbe diventare un piccolo vaso in cui piantare trifogli… aspettando il miracolo che porta fortuna!

  5. AD Blues ha detto:

    Oh povera Lucettina!!! ;)
    Ed ora come farai colazione? :D

    —Alex

    PS = leggendo il titolo del post mi ero fatto l’idea che la tazza fosse stata giustiziata da una coppia di gatti diabolici nel corso del loro ennesimo tentativo di conquista del mondo…

  6. Franci ha detto:

    riempila di terra e fanne un vasetto per una bella pianta grassa, non potrai più usarla per bere, ma almeno non finirà in un cassetto senza uno scopo e te la potreai vedere tutti i giorni sul davanzale della finestra!

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