il circo!

primo pomeriggio di sole che schiaccia le noci.

esco dal buio di una riunione pesante, impegnativa e faticosa.

con la testa ancora agli argomenti affrontati.

fuori il sole acceca, sono in ritardo, due colleghi mi aspettano con la macchina poco lontana per andare insieme ad un’altra riunione.

sono anche rimasta indietro con la posta, controllo sul telefono quello che potrebbe essermi sfuggito.

la borsa a tracolla, il telefono in mano, passo svelto, sembro quasi una persona seria.

in fin dei conti ci tengo a fare buona impressione, non conosco molto bene i colleghi che mi stanno aspettando in macchina, mi hanno fatto una gentilezza a propormi di andare insieme, la mia avversione per il volante è leggendaria, e mi piace che pensino che sono una ammodo, che non si lascia sfuggire nulla, neanche una mail fra una riunione e l’altra mentre fuori brilla il sole e loro mi aspettano in macchina.

ad un certo punto l’imponderabile.

l’imprevisto.

l’assolutamente indesiderato.

un piede messo male.

il sandalino col tacco che si ribella, oscilla, trema, vigliaccamente cede.

una mano occupata col telefono, l’altra vicina all’omero aggrappata alle cinghie della borsa.

entrambe inutili e inutilizzate.

cado, come corpo morto cade.

sull’asfalto bollente, lanciando il telefono, la borsa, anche il naso sarebbe partito, se non fosse stato attaccato saldamente al centro del viso.

cado con una spettacolarità rara, a pelle d’orso, grattando ginocchia, gomiti e palmi della mano.

cado come si cade a tre anni, quando ancora il mondo è molto più vicino a noi, pochi centimetri, dalla testa ai piedi, ma adesso cado dall’alto di quasi centottanta centimetri, con un tuffo da fare invidia a molti.

mi rialzo, come posso, immagino i due in macchina indecisi se ridere o se piangere, per due secondi, e poi scoppiare a ridere.

continuano a fare i gentiluomini.

“ma sei caduta? eh, mi pareva…”

mi fa uno.

“ti sei fatta male?”

mi dice più sinceramente l’altro.

mi sono fatta un male boia.

ma i pantaloni sono interi e questo è l’importante.

a destinazione mi controllo un po’ meglio.

un ginocchio sbucciato, lo smalto dei piedi portato via dalla grattugia della strada, le mani gonfie e la voglia irresistibile di andare a casa.

ho ancora troppe riunioni.

la prima crosta sul ginocchio.

l’estate è ufficialmente cominciata.

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4 risposte a il circo!

  1. AD Blues ha detto:

    Per fortuna non ti sei fatta molto male!
    Pensa che bella coppia facevi con HDC! (a proposito, come sta? Sempre ingessato?)

    —Alex

  2. cugifà ha detto:

    da Montelupo si vede Capraia Dio li fa e poi li appaia

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