altre donne altre barbe (o baffi, o quant’altro)

dopo conchita wurst, mi sono venute in mente altre donne barbute, o baffute che conosco, e che, in un modo o in un altro, hanno caratterizzato momenti importanti della mia vita.

era ad esempio assai baffuta la mia cuoca dell’asilo, signora gigante, almeno agli occhi di me bambina, una mangiafuoco femmina, dolce e protettiva, che cercavamo di blandire raccontandole che avevamo pulito il piatto così bene che poteva lasciarcelo senza lavarlo per il giorno dopo.

lei rideva, muovendo i baffoni allegri, e prendendoci il piatto dalle mani ci rassicurava sul fatto che apprezzava molto la nostra attenzione.

la cuoca baffuta è il ricordo più dolce che ho della scuola materna, luogo di inimmaginabili torture, fra le quali naturalmente, la più terribile era la presenza di troppi bambini, che volevano tutti giocare o cantare o spingere.

altra donna baffuta era la suora bianca e rotonda con la quale andai al mare da ragazzina.

piemontese, di carnagione olivastra, nei giorni caldi del luglio elbano ci accompagnava al mare, mettendo i piedi nell’acqua e sollevando un poco la gonna, lasciando vedere senza troppo pudore i lunghissimi peli neri delle gambe, che l’avvolgevano in ritrose fantasiose.

era simpatica, anche se pur sempre suora baffuta, di conseguenza severa e arcigna, che raramente mi è capitato di vedere una suora baffuta che fosse anche allegra.

durante un mio scambio scolastico con la germania, invece, all’inizio della quinta superiore, in un posto dimenticato da dio ma benedetto dalla bayer, la classe che ci ospitava aveva un’insegnante di italiano colta, ganzissima e intelligente.

di lei mi colpiva il suo amore per la pittura, la voglia e la passione con la quale mi parlava delle “due germanie diventate una”, ricordo ancora una mostra di quadri di artisti della DDR, dove ci portò, a Colonia, mi disse “dobbiamo conoscere la storia gli uni degli altri, se vogliamo pensare di diventare davvero una sola nazione”.

mi piacque.

lei aveva baffi sottili alla d’artagnan e lunghi, lunghissimi peli neri sulle gambe che lasciava strisciare sotto a calze improbabilmente bianche.

di baffi rossi come un mastro birraio era invece la mia prima coinquilina, che li scoloriva con l’oxy, una crema bicomponente che bruciava come un esorcismo e che faceva una candida schiuma da tenere in posa qualche minuto. la mia coinquilina dimenticava spesso di avere la crema in faccia e usciva in strada così, essendo una donna molto sbadata. in questo modo i baffi rossi diventavano da lontano folti baffi bianchi, come quelli di babbo natale.

come so che la crema oxy bruciava, poi… vi chiederete voi…

 

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6 risposte a altre donne altre barbe (o baffi, o quant’altro)

  1. AD Blues ha detto:

    Ma tu lo sapevi che “suora baffuta” è un ambitissimo grado gerarchico tra le suore?
    Prima ovviamente all’inizio sono solo novizie, poi suore semplici. Proseguendo nella carriera, se sono degne, diventano infine suore baffute! ;)

    —Alex

  2. laperfezionestanca ha detto:

    Vero, l’Oxi bruciava come il fuoco.

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