balsamo

(per la serie: lode a un oggetto di uso comune)

Quando ero piccola non esisteva il balsamo per capelli.

Non voglio dire che non esistesse in assoluto, diciamo che non era contemplato fra le cose acquistabili durante la spesa, io non sapevo della sua esistenza, mia madre non lo usava e fine del chiasso.

Ero una bambina con lunghi capelli castani, lisci e sottili, con la riga nel mezzo e due mollette (dette anche “fermezzine”) ai lati, comprate solitamente da mia nonna, che adorava i capelli in ordine.

Ovviamente le mollette non impedivano certo ai capelli di sompigliarsi nelle corse o nei giochi, ma rimanevano dindelloni ai lati della testa, spesso cadevano, venivano perse e sostituite con altre simili, per essere poi ritrovate fra le spazzole dell’aspirapolvere generando urla disumane di mia madre.

Ma dicevamo del balsamo.

Il balsamo appunto non esisteva nel mio immaginario collegato alla doccia e al lavarsi i capelli.

Alla fine della doccia e per la mezz’ora successiva, avveniva la tragedia greca.

La tragedia greca consisteva in un adulto (solitamente mia madre, a volte mio padre, altre volte un malcapitato di turno) che tentava di districarmi i capelli prima di asciugarmeli e in me che urlavo come uno spazzacamino se in presenza di familiari, o che mi torcevo come una biscia ingoiando amare lacrime e sognando vendette tremende in caso di parenti o amici, che, evidentemente ancora senza figlioli, si avvicinavano a mia madre dicendo “dai, fai provare me, vedrai che con me non piange, da bambina avevo lo stesso problema!”

Esistevano in casa due spazzole diverse.

Una era morbida, vecchissima, inutile quanto affettuosa.

Non scioglieva i nodi, ma neanche tirava i capelli.

Io l’adoravo.

L’altra invece era tremenda. Dal piglio dell’istitutrice svizzera e la rigidezza di una suora baffuta.

Acchiappava senza pietà qualsiasi tipo di nodo, tirava i capelli fino a che o il nodo non saltava o il capello incriminato non si arrendeva e si lasciava abbrancare da lei.

Dopo la pettinata feroce c’era il phon.

E dopo il phon si ricominciava da capo.

Fino al giorno in cui, al supermercato, lessi su una bottiglia beige dal tappo marrone:

“balsamo per capelli senza nodi”.

Lo presi.

Andai e piantai una bizza epocale.

Mia madre si piegò e ce lo portammo a casa.

Dentro c’era una strana crema gialla, simile a quella pasticcera.

Fuori c’era il disegno di una signora con lunghi e fluenti capelli.

Lo usai.

Pettinai i capelli e il pettine ci passò in mezzo senza colpo ferire.

Perfino la spazzola feroce dovette arrendersi.

La signora dai capelli fluenti sul flacone divenne la mia più grande alleata e quando la bottiglia fu vuota combattei la mia battaglia affinché fosse ricomprata.

Non ho più trovato il flacone bruttino e démodé, marca “elidor” con dentro la strana crema gialla da tanti anni.

Adesso i balsamo per capelli sono dei tipi più disparati, e i colori sono assai più accattivanti, sia per i flaconi, passati dall’anonimo “beige” al rosa, verde, viola, arancione e anche più specializzati parecchio, per capelli lisci, per quelli ricci, per quelli colorati, per quelli lunghi, per quelli corti, per i grassi, per i secchi, perfino per quelli “stressati”.

Ma io ripenso sempre con amore alla signora dai capelli fluenti e a quella strana crema gialla che rese le mie domeniche di bambina molto più serene.

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

2 risposte a balsamo

  1. janecole ha detto:

    Hai presente i miei capelli?
    Prendi la tua “tragedia greca” e moltiplica per un milione!

    Il balsamo è la salvezza.

  2. Megant ha detto:

    L’altra tragedia dell’infanzia erano i capelli “a coda alta” che venivano tirati e raccolti in più giri di elastico (non il morbido “gommino” ma quelli che acchiappano i capelli e non li lasciano mai più). I capelli tiravano talmente tanto sulle tempie da simulare un lifting! Non so quanti mal di testa sono stati provocati da quella maledettissima coda alta!!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...