galileo e sandro

ad un corso ci hanno fatto scegliere, per esercizio, due foto fra tante messe alla rinfusa su un tavolino.

c’era da che guevara a jovanotti, da frida kalo a einstein, oriana fallaci, margherita hack, fernanda pivano, giovanni paolo II, benigni, napolitano, nanni moretti e molti altri.

ho visto da lontano galileo e non ho avuto dubbi.

poco più in là sandro pertini.

presi al volo e messi accanto, erano miei, come il segno della fragola sul grembiule dell’asilo.

a turno dovevamo spiegare perché avevamo scelto quelle due foto.

quando è toccato a me ho detto che galileo rappresentava un rubicone, che dopo di lui non siamo stati più gli stessi, che ha spiegato che cosa era “scienza” e cosa non lo era, che ha guardato, sperimentato, osservato, cercato, prima di parlare.

e che quando ha parlato, e ha detto che era tutto al contrario, che la terra si muoveva, non era il centro di un piccolo universo ma che girava intorno al sole, e con lei altri pianeti lo facevano e che altri pianeti avevano satelliti come la nostra luna che giravano anche loro, ha fatto paura al potere.

e il potere lo ha imprigionato e costretto all’abiura.

e abiurò.

mormorando “e pur si muove” il vecchio scienziato lasciava l’aula del tribunale dell’inquisizione.

mentre raccontavo questo pensavo a sandro pertini.

pensavo alla vibrante lettera scritta alla madre perché aveva osato chiedere la grazia, dove scrive mi sento umiliato al pensiero che tu, sia pure per un solo istante, abbia potuto supporre che io potessi abiurare la mia fede politica pur di riacquistare la libertà. Tu che mi hai sempre compreso, che tanto andavi orgogliosa di me, hai potuto pensare questo?”

sandro pertini e galileo galilei, due grandi, enormi colossi della coscienza, di fronte al tema dell’abiura scelgono due strade diverse.

non sono nella pelle di nessuno dei due, non sono nessuno dei due, non ho idea di cosa sceglierei.

meglio vivere liberi, scampare alla tortura e alla morte o “morir per delle idee”?

forse la differenza sta proprio nella relazione fra queste idee e il nostro animo, il nostro spirito profondo, interiore.

galileo aveva una scoperta scientifica da comunicare al mondo.

il mondo la rifiutò in nome di una religione che pretendeva di rimanere arbitro del pensiero umano.

ma galileo sapeva anche che un fatto è un fatto, potevano far finta di non vedere quanto volevano, era solo questione di tempo.

galileo raccontava com’era il mondo, se non volevano vederlo, poteva farci ben poco, il mondo sarebbe comunque rimasto così, non sarebbe stata la testardaggine di un papa a rificcare la terra al centro dell’universo solo perché non combaciava coi disegni divini.

ma pertini scrive di avere un ideale senza il quale non saprebbe che farsi della libertà.

piuttosto in prigione, piuttosto la vita, che rinnegare la fede.

pensa pertini.

quella di galileo non è una fede.

quello di galileo è un fatto.

che pur rinnegandolo rimane tale.

ciononostante mi rimane aperto il pensiero, perché il confine è debolissimo, fra le nobili parole di pertini, la dannunziana “bella morte”, gli esaltati che mandano a morire ragazzini in guerra raccontandogli di paradisi di latte e miele, o quelli che parlano di guerra santa, che sia da oriente o da occidente poco cambia.

vivere a tutti i costi, anche per continuare la battaglia, o identificare a tal punto l’ideale con noi stessi fino a considerare il sacrificio della vita parte della posta in gioco?

penso ai partigiani, potevano nascondersi, aspettare, infilarsi in un buco e attendere.

gli angloamericani avrebbero prima o poi vinto la guerra. potevano fare come hanno fatto in tanti e godersi, dopo la guerra, le mogli, i figli, gli amici, la vita.

non l’hanno fatto, molti di loro sono morti.

è stato giusto?

cosa avrei fatto io?

non lo so.

posso solo ringraziare i sandro pertini del mondo, i coraggiosi di ieri, di oggi e di domani, perché combattono le battaglie anche a nome di chi si infila in un buco e aspetta.

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12 risposte a galileo e sandro

  1. marcoghibellino ha detto:

    spero che il corso non fosse istituito dall’azienda, perchè se così fosse mi preoccuperei moltissimo

  2. janecole ha detto:

    E anche oggi mi lasci senza parole. Ti commento poco perché i tuoi post dicono già tutto.

  3. Simona ha detto:

    come al solito i tuoi post affascinano e fanno riflettere. Anche se non passo quasi mai perché ho pochissimo tempo ti leggo sempre volentierissimo! Un bacio dalla volpe :)

  4. gipo ha detto:

    Applausi in piedi!

  5. Marcello ha detto:

    Auguri alla padrona di casa e, sebbene sconosciuta, anche a pensierini, ma sopratutto applausi. Specialmente perchè, mentre leggevo, stavo ascoltando Better man, di Nutini, e, amore a parte, a leggerti ci si sente così, desiderosi di essere uomini migliori.
    Un saluto

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