les sauvages

viareggio, tardo pomeriggio, il mare ancora non si arrende all’estate nonostante i tentativi dei viareggini e degli stabilimenti balneari, che hanno messo fuori ombrelloni, sdraio e filo spinato d’ordinanza.

ma il mare no, lui è ancora increspato, ingrigito dalla sabbia sollevata dalle onde, come un adolescente che si rifiuta di alzarsi dal letto la domenica mattina per andare a pranzo dai nonni e si strascina per casa in ciabatte e maglietta senza riuscire a prendere la via della doccia.

il mare è ancora freddo, mi arricciola i piedi e mi lecca l’orlo troppo basso dei jeans, la sabbia umida, le nuvole di corsa cambiano i colori al panorama ogni minuto.

bimbi al mare (2)

sulla riva un’enorme boa spiaggiata, gialla, come una gigante sorpresina kinder, pesante e capricciosa, si muove secondo le onde che la portano senza previsione in qua e in là.

la boa gigante è divisa in due, un sopra, giallo, lindo, perfetto, e un sotto, incrostato di cozze e patelle, di alghe e di sale, di carbonati e di sabbia.

il mondo di sopra e il mondo di sotto, messi in orizzontale e ambedue esposti al rollio delle onde.

tre bambini si avvicinano, coraggiosi e spaventati.

scalzi, con vestiti corti e coloratissimi, rosa le due bimbe, rosso mattone e blu il bimbo.

forse cugini, forse amici, fratelli, non so.

in tutto arriveranno a vent’anni in tre, si e no.

il vento spettina le bimbe, alza la maglietta del bimbo, i genitori sono lontani, intelligentemente distratti a parlar fra loro.

i bimbi piano piano prendono confidenza col mare e con la boa, decidono di “salvare” gli animaletti attaccati, staccandoli dalla prigione gialla e ributtandoli a mare,  schizzandosi, sporcandosi, urlando festosi di gioia quando sfuggono a un’onda improvvisa e imprevista.

il mondo è loro. i tre bambini smettono di essere i piccoli abitanti compiti di una società che li vuole chiusi in stanze dorate, piene di vita virtuale.

li guardo godersi il sole, senza neanche saperlo, godersi il mare, l’acqua, l’avventura, organizzando salvataggi eroici di una patella, recuperi epici di cozze e alghe.

sono felice, respiro con loro l’aria di mare, seguo il profilo della bimba più grande, dai capelli sfuggiti al gommino, mentre cerca per terra due gusci di arsella da portare alla madre.

la bimba più piccola si avvicina esausta, ci sorride e dichiara felice: “il mare è agitato!”

sì.

il mare sì.

io no.

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Una risposta a les sauvages

  1. pensierini ha detto:

    Come sempre, bellissima descrizione e giuste considerazioni. I bimbi – e in generale i ragazzi – di oggi hanno difficoltà insospettabili coi fenomeni concreti della vita reale, figurati che molti non hanno mai giocato con una lente o una calamita… :-(

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