di nuovo in sella

serata in bici, anche se la bici è bloccata sul fondo di piastrelle celestine, illuminate dal sole radente e dai riflessi dell’acqua.

la lezione di idrobike comincia sempre con un po’ di riscaldamento e musica senza troppe pretese artistiche.

ma la musica di stasera, non so come mai, mi porta via, verso stradine di paese, baracci con le tendine di plastica colorate per tener fuori le mosche e dentro il cane, gelati da scegliere nel frigo con la testa dentro fino a congelare le orecchie, per cercare palette colorate incartate una per una in lunghe strisce di carta che finivano sempre sotto ai ghiaccioli, che non ce le cercavi mai per prima cosa sotto ai ghiaccioli, perché che ci incastravano le palette coi ghiaccioli?

ho dodici anni, e la bici è da donna, o per lo meno ci prova, di un rosa scuro (esiste il rosa scuro, i maschi non facciano facili ironie) e con il cambio al manubrio.

dodici anni, una bici rosa, capelli improbabili, con un ciuffo di ananasso al posto della frangetta, tenuto su con la “schiuma”, novità appena uscita e più femminile del celestissimo gel per capelli, che profumava di dopobarba.

è estate e ho addosso un completino arancione, rimediato, come spesso accadeva, da mia cugina, di qualche anno più grande.

bermuda arancioni.

casacca arancione.

cintura blu.

gli anni ottanta, signore e signori.

è estate, ho un completo arancione con la cintura blu e con una bici rosa salgo su per la salita dei frati, fa caldo e sono in vacanza, quelle meravigliose interminabili vacanze dalle quali tornavi a scuola sempre diversa, in tre mesi una vita, ai maschi venivano i baffi, alle femmine le tette, in proporzioni variabili e a volte perfino a parti invertite.

il mio mondo a dodici anni è farneta, la bici, il catechismo, la scuola, la gatta e i libri.

a parte il catechismo il resto mi è rimasto.

la musica continua in piscina e mi ritrovo, col maledetto completino arancione (temo di averlo portato per tutta l’estate) in un bar, a maggiano, a chiedere quello che ogni ragazzino ha oggi dimenticato di fare.

un bicchiere d’acqua, del rubinetto per favore.

ho dodici anni e sono stata a lucca da sola una volta o due, ho consumato le scarpe andando su e giù per il fillungo, me ne sono chiesta il motivo e poi ho preso un autobus blu, direzione viareggio, fermata maggiano, a piedi fino a casa, verso le sei del pomeriggio.

non so come mai stasera la musica e le piastrelle mi portano lì, ma mi godo il film superato della mia adolescenza, mentre pedalo a ritmo di musica con poche pretese artistiche.

 

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Una risposta a di nuovo in sella

  1. AD Blues ha detto:

    (“facile ironia” mode ON)
    La visione sarà stata colpa del debito d’ossigeno? :D
    (“facile ironia” mode OFF)

    —Alex

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