santa zita

mentre il papa nuovo prosegue sulle orme lasciate da quello vecchio, mettendo in scena il grande circo della santificazione, dei miracoli, della folla in delirio, e delle reliquie, anche noi a lucca abbiamo la nostra piccola santa.

e piccola è la parola giusta, visto che si tratta di una minuta donna di ottocento anni fa, rinchiusa da allora in una teca di cristallo e esposta alla venerazione della città.

da bambina mi spaventava un pochino la sua vista, ma la preferivo a ilaria del carretto, quest’ultima di marmo bianco e invece la prima vestita di seta azzurra e fiorellini.

da vicino però mi metteva un misto di paura e di pena.

avevo un libro di fiabe, dove un disegno mostrava il sarcofago di cristallo di biancaneve, identico al suo. un principe, passando da lì e vedendola così bella, non resistette e la baciò, risvegliandola dall’incantesimo malvagio della mela avvelenata. miracolo dell’amore, che io paragonavo, piccola blasfema, a lazzaro e a cristo, anche loro risorti come biancaneve, quando già erano nel sepolcro.

forse, mi dicevo, il principe di zita si era dimenticato di lei.

e allora zita ancora dorme, nella teca di cristallo, sposa cadavere horror, venerata e adorata dai lucchesi perché buona.

questo mi piace di zita, la sua santità medievale non è dovuta a piaghe sanguinanti o martiri speciali, no, zita era amata perché aiutava chi non aveva da mangiare, mi pare un ottimo motivo.

e poi mi piace la giunchiglia, che è il suo fiore, che cresce sulle colline dove è nata, profumatissimo e semplice, mi piacciono le piante che sventolano a primavera in piazza san frediano e nell’anfiteatro, il banchetto che vende bulbi, misteriose patate che promettono una pianta e un fiore se messe in terra, le surfinie appese colorate come uccelli del paradiso, le rose, i limoni, gli aranci, le piante grasse, quelle da orto, gli alberi da frutto e quelli semplicemente belli.

mi piace camminare per la città e guardare la gente, così diversa, così assurdamente agghindata per la fiera, così colorata e così buffa.

oggi è l’ultimo giorno, domani la riprenderanno e la sposteranno di nuovo nella cappellina laterale, lontana dalle folle in preghiera, ad aspettare ancora un pochino il principe azzurro.

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