marmor

abbiamo amici tedeschi a casa, e durante il fine settimana ce ne siamo andati a fare un giro per la provincia.

domenica è stata la volta delle cave di marmo.

è stupendo come la stessa cosa possa essere vista da occhi diversi.

leggere il loro stupore nel vedere che i sassi intorno alle cave erano anche loro di marmo, che di marmo era la polvere, di marmo le pareti, di marmo i blocchi, di marmo tutto quello che ci circondava, era insieme divertente e educativo.

“e quindi tutte le chiese sono di marmo a lucca?”

“sì”

“non sono rivestite, sono proprio di marmo marmo”

“eh sì”.

e poi raccontare dei cavatori, della polvere che prende i polmoni, della gente che da secoli dentro alle cave ci muore, ci lavora, ci invecchia.

e guardare anche la montagna ferita e sbucciata, pensando che una soluzione si deve trovare, che non può e non deve essere impossibile poter scegliere fra la conservazione del territorio e il lavoro, perché alla fine della fiera, quando sarà finito il territorio, finirà anche il lavoro.

e guardare anche lo sguardo di chi viene da lontano e non sapeva, non immaginava, non poteva neanche minimamente immaginare che cosa fossero, le cave di marmo.

è questo il bello del viaggiare, imparare che niente è come appare, un sasso è un sasso sempre, ma per qualcuno può rappresentare lo stupore della bellezza, della rarità, dell’arte.

 

 

 

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