Dieci anni

“Abbiamo perso e perso male, ma nessuno mi toglierà dalla testa che questa era una battaglia giusta, una battaglia da fare”.

Così ci scrivevamo, fra compagni DS, il giorno dopo il terribile risultato del referendum sulla legge 40. Pochi italiani a votare, una vittoria della chiesa cattolica italiana, alleata con la peggiore delle destre, quella del reato di clandestinità, quella che con la costituzione, signora, si pulisca il culo, una vittoria dei partiti di centro, come quella margherita nella quale il giovane Matteo Renzi faceva il presidente di provincia, una vittoria dell’ignoranza.

Da quel giorno divisi le persone fra chi era andato a votare e chi no.

Da quel giorno iniziò per le coppie con problemi riproduttivi in Italia o per quelle portatrici di malattie genetiche gravi un delirante e macabro gioco dell’oca.

Vietata la diagnosi preimpianto, vietata la fecondazione eterologa, obbligo di impianto contemporaneo di tutti gli embrioni fecondati.

I ricchi volarono a Barcellona.

I poveri semplicemente non ebbero figli.

Già. Avevamo ragione noi. Non era consolante per nulla, come non lo è adesso. Ora resta in bocca l’amaro di una battaglia di civiltà, l’ultima che davvero il mio partito abbia combattuto, pur nello scetticismo di molti che non capivano, non volevano capire, temevano di scandalizzare i futuri compagni di strada.

Poi la storia la conosciamo tutti.

Adesso il Papa si chiama Francesco e vedremo se anche lui pretenderá di entrare tra le lenzuola degli italiani o se considera sufficiente il lavoro fatto dai suoi predecessori, adesso abbiamo un nuovo governo, composto anche da tante donne, anche se quello che ho sentito finora non mi tranquillizza affatto, adesso forse è il momento di diventare un paese normale, nel quale la parola laicità non faccia sobbalzare più nessuno.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

4 risposte a Dieci anni

  1. AD Blues ha detto:

    Rifletto pensando che se il ruolo della Corte Costituzionale è quello di custodire lo spirito della Costituzione, allora per proprietà transitiva ha anche quello di preservare quella saggezza istituzionale che fu propria dei padri costituenti, ossia di quegli italiani di 67 anni fa che la scrissero con l’obiettivo di fondare su di essa un paese nuovo, moderno; una società civile all’avanguardia nei diritti e dei doveri dei cittadini, ormai non più sudditi di re o ducetti ma liberi.

    Alla luce di questa sentenza non posso pensare con rammarico che questa saggezza, nei discendenti di quei padri costituenti che adesso siedono in Parlamento, ed anche in coloro che li eleggono, sia tristemente scomparsa.

    Allo stesso modo penso che queste sentenze che demoliscono pezzo dopo pezzo tutta la legislazione del ventennio berlusconiano, siano una testimonianza tardiva ma credibile del fatto che durante questo periodo, Governi e Parlamenti abbiano sistematicamente operato non nell’interesse generale della collettività ma al servizio esclusivo di interessi particolari.

    —Alex

  2. Megant ha detto:

    Per quel referendum ero scrutatore al “seggio volante” al CTO, ci hanno mandato anche all’Unità Spinale, ho visto votare un ragazzo paralizzato dal collo in giù, aveva fatto due settimane di fisioterapia per riuscire a mettere quella X sulla scheda, per metterla lui di suo pugno col solo aiuto della fascia per tenergli la mano chiusa. Poi senti di chi non ha votato perchè era piacevole andare al mare.
    Giusto per sottolineare: prima di questo scempio in Sardegna non nascevano più bambini talassemici da 10 anni, si riteneva che nel corso di qualche generazione la talassemia sarebbe stata gradatamente debellata in Italia. Adesso questa certezza non ci può più essere.

  3. janecole ha detto:

    Riguardo a quel referendum non riesco a prendermela con la chiesa cattolica o la destra. Sarebbe come trovare un’alibi o una spiegazione, non condivisibile ma accettabile, per chi rimase a casa a guardare la tv, o si stese sulla spiaggia a prendere il sole.

    In quel risultato disastroso, invece, ci vidi e ci vedo tuttora solo la piccolezza di un popolo gretto, ignorante e indifferente. Un popolo senza credo o ideologie. Un popolo che risuona vuoto.

  4. Luciano P. ha detto:

    Grazie di esistere, leggerti, a me, apre la testa alla speranza in un mondo migliore.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...