dalla finestra (i gatti e la filosofia)

il gatto grigio sta sempre alla finestra.

quando vede qualcosa di strano, di interessante, di curioso o che non capisce, miagola piano, come a chiamarci, senza farsene accorgere dall’oggetto osservato.

sotto alla finestra, in piedi sulle zampe posteriori, il gatto nero, in una dimensione completamente diversa, gioca a prendere la coda dell’altro gatto.

due gatti, due prospettive, due panorama diversi.

a mezzo metro di distanza la prima delle due gatte è proiettata verso un fuori che non può toccare, ma che può vedere e catalogare, a modo suo, con le sue eventuali categorie da gatto, che io mi immagino siano qualcosa del tipo “quello che passa veloce”, “quello che si potrebbe mangiare” “quello che potrebbe essere comodo” e altro ancora.

la seconda gatta proiettata su se stessa e sui pochi centimetri intorno a lei, interessata alla sua scatola di cartone, alla sua pallina con il campanellino dentro, alla ciotola con l’acqua e i croccantini.

nessuna delle due migliore dell’altra, solo due modi radicalmente diversi di fare filosofia.

un’idealista e una pragmatica, una sognatrice e una praticona, una bloccata, come eveline di joyce, dietro alle sue “nasty cretonne” (le tendine polverose che tanto mi colpirono nella mia adolescenza) l’altra volitiva e limitata a un raggio d’azione breve.

e a me piacerebbe imparare un po’ dall’una e un po’ dall’altra, prendere la vita e morderla come il gatto nero, senza dimenticare l’orizzonte, quello che si può sempre fare, l’oltre verso il quale, potendo o no, siamo obbligati a volgere lo sguardo.

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3 risposte a dalla finestra (i gatti e la filosofia)

  1. AD Blues ha detto:

    Dimmi la verità, questo bellissimo post lo hai pianificato.
    Non si può scrivere una cosa così alle 6 di mattina! ;)
    Grazie, ho iniziato la giornata in un bel modo oggi.

    —Alex

    • letteredalucca ha detto:

      A dire il vero è nato perché priska era davvero alla finestra col gatto nero sotto e HDC ha sentenziato: “incredibile come questa casa sia piccolissima per priska e enorme per frida, che è sempre concentrata sulla sua scatola!” Questo ha ispirato il post. :-)

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