fa corrente

il mondo si divide in quelli che amano il vento e quelli che chiudono le finestre.

la mia già elevata predisposizione per le correnti d’aria si è rafforzata A GERMAGNA, dove Hans entrava in ufficio con qualsiasi temperatura e apriva la finestra facendo entrare i pinguini e sentenziando: “l’aria freska fa bene alla salute!”

ha ragione Hans.

non sopporto più di stare in posti con le finestre sigillate, le porte chiuse, i “riscontri” ferocemente banditi.

da bambina mia nonna mi implorava di chiudere la finestra, “oh bi’, fa riscontro!” convinta che il massimo della prevenzione per non ammalarsi fosse proteggersi dalle correnti.

le correnti d’aria portavano ogni malanno, e magari aveva anche ragione, per quello che ne so, a suo dire portavano dolori, raffreddori, blocchi della schiena e anche il malocchio, chissà.

la mi’nonna aveva quasi ottant’anni quando stava attenta al vento, e forse alla sua età lo farò anche io.

ma adesso sinceramente, nutro un profondo astio per tutti coloro che mi impongono finestre e porte chiuse.

uno dei motivi per i quali mi piace la bicicletta è il vento e certo non pretendo di avere in casa (oddio… d’estate in casa sì) o in ufficio la stessa sensazione da surfista, ma insomma, muovere un po’ l’aria farà forse venire i dolori, ma lasciarla ferma a imputridirsi fa venire sonno…

io credo che l’infanzia italiana sia letteralmente terrorizzata dagli agenti atmosferici.

bambini fatti di zucchero filato, che si sciolgono senza rimedio con le prime gocce di pioggia, cuccioli nel passeggino imbottiti come panini di sciarpe, cappelli, guanti e piumini fino a giugno, alla fine creano adulti che non sono in grado di prendere la bici o di andare a piedi al lavoro se piove o che si coprono come vecchie bacucche al primo alito di vento.

a chandigarh ho imparato che con la pioggia dei monsoni le scarpe migliori sono le ciabatte infradito di gomma, a dresda mi hanno insegnato che un impermeabile col cappuccio ti libera le mani dall’ombrello.

a lucca mi vorrebbero convincere che se piove o tira vento si deve smettere di vivere.

se poi piove per tre mesi ecco che siamo rovinati.

 

 

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6 risposte a fa corrente

  1. AD Blues ha detto:

    Non me lo dire…
    Io vivo in una casa sigillata.
    Io apro e quello dietro mi chiude tutto.
    :(

    —Alex

  2. melograno19 ha detto:

    “IL RISCONTRO”!!! meraviglioso, l’ho appreso vivendo a Firenze. Anche io a scuola sono quella che con qualsiasi tempo urla “Aprite le finestre”! In classe ci puzza sempre.

    • donna allo specchio ha detto:

      io a firenze ho passato una delle notti più fredde della mia vita in gita scolastica, notte insonne per il freddo a rivoltarmi nel letto con il pigiama e 2 maglioni

  3. donna allo specchio ha detto:

    Dipende dalle temperatura. Con – qualche io chiudo, con + qualche io apro. La suocera è di quelle che chiudono con + 35 e quando viene a casa d’estate per me è una sofferenza. Un nostro caro amico che adesso non c’è più, (purtroppo), era claustrofobico, povero, quindi quando veniva a casa apriva anche con – 5, allora io, che sono freddolosissima, correvo ad imbottirmi di felpe in pile e coperte e berretti, tipo la pubblicità della famiglia Rossi che va a letto. Cosi era il giusto compromesso. A scuola era una sofferenza perchè volevo sempre chiudere.

  4. Franci ha detto:

    A me tocca vivere gran parte della mia giornata in un ufficio senza finestre, tu lo sai bene, e lo odio profondamente, perchè l’aria è sempre finta, viziata e della temperatura sbagliata. A casa apro se non fa troppo freddo, e cmq anche d’inverno quei 10 minuti di ricambio d’aria li faccio, perchè sennò mi sembra di essere un pesce in una palla di vetro.
    I nostri bambini sono sempre troppo vestiti e stratificati, col risultato che sudano e al primo alito d’aria prendono le peggio malattie. Io sono “calorosa” di natura e mio figlio lo vesto come mi sento io. Risultato: in 3 anni taaaanti raffreddori, ma mai niente di più. Come dicono le maestre dell’asilo: non è a star fuori, è a star dentro che si ammalano!

  5. Eva ha detto:

    i miei figli a Milano erano sempre raffreddati… chiusi dentro asili infestati da microbi. Ora a Dresda neanche un raffreddore degno di nota, sarà perche al kindergarden li spediscono in giardino 2 volte al giorno con qualsiasi condizione meteo… e poi sono bellissimi tutti bardati dentro regenjacke, regenhose e gummistiefel. Ma lo capiremo mai in Italia ?… no fino a che le mamme faranno le scenate alle maestre perche c’è la sabbia nelle scarpine. Ah sarà dura tornare.

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