a scuola di tweet

lo confesso.

non so esattamente come e perché si usa twitter.

sì, il blogghino viene pubblicato automaticamente sia su facebook che su twitter ogni volta che premo “pubblica” ma questo è essenzialmente tutto quello che so.

le due righe concesse per scrivere qualcosa a me non bastano quasi mai, mi rendo conto che perfino nella rete, dove tutto si muove velocemente, sono lenta.

comunque ho visto che barano un po’ tutti, perché chi usa le due righe le riempie di link che se vuoi capire esattamente che vuole dire ci devi andare, o sbaglio?

ho capito che col simbolo @ si taggano le persone e con quello #si taggano gli argomenti, è corretto?

faccio fatica, perché se clicco su una cosa a caso di quelle col #, mi si apre una lista di twits dove viene citato l’oggetto in questione, ma anche la lista in questione è a sua volta piena di # e di @ e così devo continuare all’infinito ad aprire link.

mi perdo, ecco.

mi pare di capire, insomma, che a condensare un pensiero in due righe siano davvero pochi, mentre tutti gli altri, con la cosa della chiocciola, del cancelletto e dei link, rimandino anche loro a spazi più ampi di comunicazione.

ho visto negli anni che la passione per i blog è molto diminuita, a vantaggio di una comunicazione più breve, immediata, replicabile, interattiva (anche i blog possono essere interattivi, ma il “mi piace” e il “condividi” sono un passo in più) e per me più complicata, visto che non ho esattamente il dono della sintesi…

mi ci sono messa d’impegno, ho provato a seguire obama, alcuni miei amici, alcuni giornalisti, ma non ho mai il tempo di capire esattamente cosa dicono.

mi pare di essere la mi’nonna.

“ai miei tempi c’era la radio e allora sì che le notizie si capivano!”

:)

 

 

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15 risposte a a scuola di tweet

  1. marcoghibellino ha detto:

    questo è solo uno dei motivi (nemmeno il più importnte) per cui non sono e non sarò mai ne su Tweet ne su Facciadabecco ; quel coglione di Civati per poter leggere i commenti al suo blog vuole costringere a usare tweet ; ergo, mandato a cagare Civati

  2. tiziana ha detto:

    E io che ti facevo un’esperta! Io che quando avevo il blogghino su splinder andavo come una scheggia e ora non riesco a far funzionare quello creato su wordpress..
    E Tweet.. avevo provato a iscrivermi ma non ho mai capito il funzionamento. ogni tanto mi arriva un messaggio con scritto che devo confermare l’account. Ma ‘un ci penso neanche..;-)

  3. AD Blues ha detto:

    Maremma Luci, sono più vecchio di te eppure mi ci trovo alla grande con Twitter.
    Per me, che non nasco certo con il dono della sintesi, twittatre e rimanere in 140 caratteri è un esercizio splendido.
    Twitter è essenzialmente un microblog, un posto dove dispensare piccoli pensieri e\o notizie importanti ed essenziali. Le applicazioni di Twitter nel campo della comunicazione istutuzionale e\o di emergenza sono veramente interessanti.
    Certo che per i veri artisti della scrittura come te o Jane Pancrazia 140 caratteri sono come una museruola digitale ma ad un coglioncello qualsiasi come il sottoscritto meno parole metti a disposizione e meno possibilità si hanno per sparare inutili cazzate! ;)

    Infine, il tagging non nasce certo con Twitter ed è un’invenzione geniale, si possono avere panoramiche istantanee su quello che è stato scritto su un certo argomento, notevole (se si sceglie in tag giusto, ovvio).

    Insomma, per me viva viva viva Twitter ;)

    —Alex

  4. donna allo specchio ha detto:

    io di tweet nun c’io mai capito nulla, ma non solo di twwet. Nun ci capisco nulla di telefonini androidi (li odio per essere più precisi), e, per quanto riguarda l’hi-phone sono stata capace di perdere foto e contatti perchè per pigrizia non ho mai fatto le mis à jour. O meglio non ho mai fatto fare al mio compagno le mis-à jour perchè bradipa come sono lascio a lui la cura.

  5. GIOVANNI ha detto:

    uff…..io sono ancora un dinosauro con il cellulare a tasti…..che dire?

    • AD Blues ha detto:

      Twitter è stato inventato proprio per permettere il blogging attraverso i cellulari di prima generazione non-smart (il limite di lunghezza dei tweet infatti è quello degli SMS)

  6. zundapp ha detto:

    Lucy, siamo in due

  7. laperfezionestanca ha detto:

    Mmmhh, Twitter eh? Io ho capito una cosa, che Twitter lo usano bene quelli che fanno i PR o l’ufficio stampa, insomma quelli che lo fanno per lavoro e quelli che non hanno assolutamente un cazzo da fare. Perché ci capisci qualcosa solo se sei lì sopra h 24 e sinceramente io sarei interessata anche a far altro. In cambio vedo come lo usa un mio amico che fa l’ufficio stampa per qualche politico. È su Twitter a sparare cazzate un minuto si e l’altro pure. Tutta roba che se te la risparmi non ti sei perso niente.

    • marcoghibellino ha detto:

      ^_____________^ e visto che il mio mito è essere “sociale” come Dinamite Bla , non posso che concordare

    • AD Blues ha detto:

      Infatti durante le “rivolte” in nordafrica e proprio ieri in Turchia hanno bloccato l’accesso a Twitter proprio per le enormi cazzate che ci scrivevano sopra. Troppo cazzaro per la serietà del momento storico :/

      —Alex

      PS = non trovo saggio denigrare quello che non si conosce o non si capisce

  8. angelina66 ha detto:

    Anche io non riesco a prendere confidenza con twitter… Non lo denigro e ne intuisco l’utilita’ in certe circostanze, ma per ora non ingrano…

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