la regola infallibile del water

quando viaggiavo come una trottola avevo un metodo infallibile per capire dove ero finita.

in un aeroporto entravo in un bagno.

se faceva schifo: ero in italia

se era ammodo: ero in germania

la differenza consisteva in alcuni piccoli dettagli e in alcune enormi evidenze.

elenco dei dettagli:

se l’attaccapanni era d’acciaio, semplice e ben fissato al muro, ero in germania.

se l’attaccapanni era di plastica coloratissima ma era rotto e ne rimaneva solo un moncone, o anche solo la vite piantata nel muro ero in italia.

se la porta aveva una serratura robusta ma semplice, di acciaio, ero in germania.

se c’erano le chiavette che girando cambiavano colore ma rimanevano tutte dindelloni ero in italia.

se aprendo la porta verso l’esterno si entrava comodamente col trolley ero in germania.

se la porta si apriva verso l’interno, sbattendo nel water, ero in italia.

fine dei dettagli.

veniamo alla differenza significativa.

in germania i bagni sono puliti.

in ogni caso, accanto al water, esiste solitamente uno spruzzino che dispensa disinfettante su un po’ di carta igienica. con quello puoi passare velocemente sulla ciambella e poi sederti comodamente.

in italia, le poche volte che ho visto lo spruzzino, o era finito il disinfettante e non era stato ricaricato, o era finita la carta igienica.

per cui che cosa fa la femmina italiana che non desidera posare le proprie chiappe dove sono state chiappe precedenti?

la fa a gallina.

la shao lin pipì, tecnica nota a tutte le femmine, che consiste nell’appollaiarsi senza sedersi.

la cosa non permette una precisione perfetta, per cui, dopo due o tre donne di seguito la ciambella diventa un campo di battaglia e la quarta donna deve entrare con gli stivali.

ora, se la prima donna, quello che lo trova pulito, si sedesse, non partirebbe la maledizione degli schizzi selvaggi, anche se è pur vero che la signora si metterebbe seduta più volentieri se avesse a disposizione il magico spruzzino delle tedesche.

(ma non ne sono così sicura, secondo me, anche in presenza di spruzzino, le schifiltosissime femmine italiche continuerebbero la posa da gallina, purtroppo non è dato verificare).

così è l’italia.

si parte sempre da una bischerata che manca perché dopo le grandi intenzioni non ci sono soldi per mantenerle, poi la gente rende la cosa una schifezza, incapace di pensare al prossimo che farà la pipì appena dopo di noi.

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5 risposte a la regola infallibile del water

  1. AD Blues ha detto:

    C’è anche da dire che con l’inciviltà e l’assoluta mancanza di rispetto per il prossimo tipici di noi italiani, mantenere in funzione ed in buono stato una struttura pubblica (wc, parco, stazione, etc.) costa il doppio se non il quadruplo di quanto costi normalmente nei paesi civili.

    —Alex

  2. Isabella ha detto:

    Questo post mi scatena una tempesta di pensieri in disordine (sono in Italia, dunque!) :-) Ho appena letto il commento di un’amico all’Oscar per La Grande Bellezza, secondo lui è stata premiato il nostro sfascio – però come ci sfasciamo con glamour noi, circondati da monumenti all’ingrosso e con l’Oscar in mano ;-)… Anni fa, SCHERZANDO – sia chiaro – scherzando con una conoscente il cui marito tedesco imparava l’italiano come un razzo mentre lei col tedesco stentava (e già aveva imparato con successo una lingua straniera) mi venne da dire “Del resto, in Germania hanno scritto ‘Viaggio in Italia’ e dopo 200 anni è un pubblicità che lèvati, invece nessun italiano ha ancora scritto ‘Viaggio in Germania’ “. Tutti diciamo di voler vivere in un Paese pulito e ordinato, dove esistono le file, le si rispettano e si smaltiscono in tempi umani, solo per parlare delle cose più banali (che poi le prime cose su cui puoi lavorare son quelle lì, le banalità quotidiane) ma collettivamente sembriamo proprio non riuscirci. Non è che da qualche parte ci han convinto che il nostro “buono e bello” è che siamo sempre così, sfasciati e sull’orlo del collasso? E ci abbiamo trovato il nostro tornaconto? Battute a parte, è un fatto che se non ricevi regole rigide e non te ne dai, aumentano le opportunità (vedi anche alla voce “pescare nel torbido”, per i più scafati e privi di scrupoli). E io che mi faccio queste domande sono una che – per dire – quando trova un posto pubblico in disordine ha l’impulso di mettersi a pulirlo di persona, figuriamoci qualcuno con un Super Ego meno prepotente…

  3. donna allo specchio ha detto:

    non parliamo di bagni : che qui nel mio posto di lavoro hanno ripulito le fognature del palazzo fregandosene altamente dei poveretti che lavoravano vicino. Io a causa dell’odore ho rischiato di svenire, in ogni caso ho avuto un abbassamento di pressione e se non sono andata in infermeria è stato solo per solidarietà nei confronti dei colleghi del piano che sono rimasti a lavorare. Ho aperto la finestra, 1° fuori, mi sono bardata, e ho lavorato, mandando affanculo col pensiero i colleghi della logistica che non hanno pensato alla gente (acci loro).

    Comunque concordo con Lucia: i bagni in Germania sono puliti anche se i quelli a Fiumicino sono molto migliorati. Spesso dipende anche dalla persona che ci va prima se tira lo sciaquone o meno.

  4. laperfezionestanca ha detto:

    Avete mai provato a fare la shao lin pipì mentre siete alte solo un metro e mezzo? Perché è facile farla se sei un metro e settanta, ma essere il metro campione depositato a sevres e provare a fare la pipì in sospensione è come fare un doppio carpiato con avvitamento e scappellamento a destra da 25 metri con atterraggio nella tinozza. E non vi dico se provate a farla in un bagno disabili, che magari c’è solo quello. Il cesso arriva ad altezza anca e allora c’è solo da esercitarsi nella levitazione. Tipo Troisi, vieni e vienii, che ti costa!
    In Germania mi siedo. Ahhhhh!

  5. marcoghibellino ha detto:

    che problema c’è ? se in Italia non vi va , andate a pisciare in Germania

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