cassetti

domenica di mercatino.

nelle domeniche di mercatino dovrebbero vietarmi di andare in giro, oppure sequestrarmi il bancomat.

e invece sono uscita e faceva caldo, e la gente era tanta e buffa, tutta insieme, signore col rossetto risalito per capillarità fra le labbra e le rughe del naso, trasformate in improbabili Hitler-drag queen, vecchi con le orecchie pelose come uno spinone, ragazzine anoressiche dai pantacollant di pelle nera e la frangia perfetta a braccetto di grassi uomini dai capelli grigioperla, mamme e figlie uguali anche nel loden verde e i boccoli d’oro, bimbe addormentate in braccio a babbi estasiati e esausti, vecchi che provavano bastoni da passeggio, signore che squadernavano lenzuola ricamate da suore di qualche mondo fa.

e le cose da vedere erano tante e meravigliose, bottoni di ogni forma e colore-adoro i bottoni- tazzine e piattini di peltro, testine di cavallo in porcellana bianca e poltrone sdrucite, tavoli tirati a lucido e quadri napoleonici o sedicenti tali.

scatole e scatole di luccicanti pendagli di vetro per lampadari barocchi da vecchia zia pazza, passamaneria lisa in colori verde, rosso, giallo e marrone, velluti un tempo gloriosi, e ora lucidi, lampadari di ceramica e di ottone e di vetro, sgabellini, credenze, arcili, madie, librerie, stampe dello spumante cinzano e delle sigarette nazionali, occhiali da sole color tartaruga e orecchini con le clip per andare a teatro.

l’intento era quello di cercare una tazzina da caffè o una cassettiera.

adoro entrambe le cose, solo che mentre le tazzine da caffè non sono difficili da mettere a posto e se ne possono comprare anche in numero maggiore di trenta, le cassettiere vanno scelte con oculatezza, che una volta che ne hai comprate una o due, poi non è che puoi comprare cassettiere ogni momento, e allora è meglio se compri una tazzina da caffè.

il fatto che che mi piacciono i cassetti, mi piacciono i segreti, mi piace nascondere le cose che fino a un momento prima stavano fuori, all’aria e agli sguardi di tutti, mi piace prendere e infilare tutto in un cassetto, poi dimenticare, aprire dopo mesi il cassetto alla ricerca di altro e trovare le vecchie cose sotto ai miei occhi e sentirmi investire dal carico di racconti e ricordi che le cose portano con sé e sorridere e rimetterle di nuovo fuori, a prendere aria e polvere e peli di gatto.

mi piace cercare un lapis appuntato frugando nei cassetti e trovare invece una vecchia candelina di compleanno usata, un tappo di bottiglia, un vecchio numero della settimana enigmistica con le cornici concentriche ancora da risolvere, un cencino per spolverare, vecchie foto, un astuccio della scuola, che chissà che dentro non ci sia un lapis appuntato.

e così da lontano l’ho visto e adesso è in casa, il mobilino con i cassetti, e ve lo presento, ne ha uno per ogni bisogno. gli animali di casa hanno già approvato e la colonizzazione ha avuto inizio.

2014-02-16 17.30.36

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2 risposte a cassetti

  1. Jonuzza ha detto:

    anche in modestaprovincia ieri mercatino ed è per me obbligo acquistare qualcosa, dopo aver spulciato per bene. Ieri due abiti vintage (10 euro) e orecchini (idem). Il quadro con paesaggio toscano non me l’hanno voluto cedere a 100 euri e per ora ho risparmiato…

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