come un disco rotto

mi stupisco di chi si stupisce della manovra di matteo renzi.

io, sinceramente, non vorrei diventare presidente del consiglio per nessun motivo al mondo, specialmente in questo momento, nel quale la palude non pare voler concedere nulla neanche alle migliori intenzioni.

ignoro se non sia una semplice vendetta di ogni volta che letta lo ha messo a tacere (penso ad esempio al caso cancellieri) o semplice dualismo di potere, nel qual caso mi sentirei davvero sollevata nel constatare che siamo passati dalla lotta intestina fra due ex comunisti alla lotta intestina fra due ex democristiani, mi parrebbe un bel passo avanti.

ma quello su cui vorrei porre l’attenzione non è tanto se renzi abbia fatto bene o abbia fatto male. peggio del governo letta dubito possa fare e sono sinceramente piuttosto rassegnata.

l’oggetto del mio riflettere è il PD.

un partito che non ha mai avuto senso di esistere, che per esistere ne ha divorati altri due, e che adesso dimostra di non essere mai esistito.

in un mondo normale un partito che esprime una maggioranza di governo e che ha, come presidente del consiglio uno dei suoi padri fondatori e membro ultra autorevole, quando arriva a dover cambiare il presidente del consiglio per realizzare quello che vuole fare nel paese si manifesta per quello che è: un partito che non ha alcun peso, che non ha alcuna autorevolezza e alcuna capacità di incidere sull’azione di governo.

letta si dimetterà, ma si dovrebbero dimettere tutti quelli che nella direzione di ieri hanno votato questo cambio di rotta e non per sciocchezze come il tradimento del povero enrico o per il colpo basso del rampante renzi, no, per aver così sancito una volta per tutti la loro totale inadeguatezza di politici, la loro incapacità di agire politicamente, la loro totale inutilità.

il PD non aveva senso quando è nato.

col tempo ha perso la faccia.

ora non ha senso, non ha faccia e non serve a nulla.

si dimetta il PD una volta per tutte e ripartiamo dalle ceneri, che tanto le ceneri ci sono già.

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8 risposte a come un disco rotto

  1. cugifà ha detto:

    cito dal ruggito del coniglio di stamanti:
    “Le lotte intestine del PD … fanno apparire quelle di Amleto come un tronista di Maria di Filippi”

  2. biba ha detto:

    Domenica in Sardegna si vota per il Consiglio regionale e per la prima volta nella mia (lunga) vita non so bene cosa fare: votare ancora una volta PD, sponsorizzato da Renzi e del quale non ho nessuna fiducia, solo per contrastare la destra, come sempre, oppure votare Michela Murgia sulle qualità politiche (e anche di scrittore, a dire la verità) della quale non credo assolutamente… Bel dilemma, tu cosa faresti Luci?

  3. crash ha detto:

    quando studiavo fisica, il termine liquido definiva un particolare stato della materia. E basta. Mai come oggi il termine liquido può definire tante particolarità di vita, in senso ampio. Liquidi sono i nostri partiti, liquide sono le nostre famiglie, i rapporti tra le persone, i Valori, ecc. ecc.

  4. marcoghibellino ha detto:

    un altro aspetto della nostra realtà politica , se vogliamo ancora più deprimente è lo sdoganamento totale della menzogna, Renzi ha mentito mentito ad esponenti del suo stesso partito, mentito per inseguire una sua personale scalata al potere ; non mi stupivano le menzogne del pregiudicato Berlusconi e della sua gang , non mi stupiscono del suo schifoso emulo fiorentino . Alcuni sondaggi ( prendere sempre cum grano salis) affermano che l’80% dei votanti PD erano contrari a far dimettere Letta, o, a farlo dimettere così, Renzi fa il caudillo, e alle prosime elezioni avremo un a astensione a sinistra mostruosa, la partita la giocherà M5S e FI , ma in fondo si sapeva , Renzi voleva distruggere il PD

  5. fiodor ha detto:

    io credevo tu fossi molto molto pd e il tuo vacillare mi fa ancora più paura. Se il PD non esiste non ci resta che Grillo, la vera alternativa il vero nuovo che avanza, a cui ci dobbiamo mettere in mano.
    Un pò mi fanno paura anche i M5S ma sembra non ci siano alternative. Come dire: danni non ne può fare più di quanto ne abbiano fatto gli altri predecessori

  6. nonunacosaseria ha detto:

    eh no, lucia.
    il PD quando nacque un senso l’aveva, eccome. è stato l’unico e VERO tentativo di unire l’area democratico-riformista-progressista italiana.
    oggi, a distanza di sette anni, possiamo dire che il tentativo è praticamente fallito. ma non, come temevano in tanti, per visioni opposte sull’economia o sul mercato del lavoro; e nemmeno, come temevano altri, per divergenze sul collocamento europeo o sulla laicità dello stato. il tentativo è praticamente fallito per gli egoismi delle sue componenti, troppo attente alle poltrone (un partito del genere o arriva primo o arriva secondo: insomma, il piatto è succulento sia a livello nazionale che locale) e poco ai problemi veri. l’unico che ha provato a cambiare davvero e dal profondo le cose è stato pippo civati e non a caso è arrivato soltanto terzo alle primarie.
    per quanto mi riguarda ho stracciato la tessera del PD due anni fa. vorrei tanto trovare un altro approdo, ma guardo intorno e vedo il niente. sia al centro, sia a sinistra del PD, sia nell’area che dice di non essere né di destra né di sinistra.

    • pierfrancesco ha detto:

      condivido pienamente la tua analisi e aggiungo: mancanza di trasparenza e merito nello scegliere le persone a tutti i livelli, si va dietro solo a correnti di potere (anche i concorsi pubblici negli enti locali sono tutti manovrati), sacrificando su questo altare i rapporti personali non raggiungendo mai risultati politici concreti.
      A livello locale si parla si parla ma non si conclude niente e non si ha il coraggio di assumersi le proprie responsabilità (comune di lucca docet). Dulcis in fiundo è due anni che si dovrebbero attivare le nuove circoscrizioni e non si è visto niente!!! non doveva essere il sindaco a favore della partecipazione dei cittadini? che tristezza…..

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