quei terroni di lumbard

topi

eccoli, i topi italiani ed europei, a fare alla brace l’orso svizzero.

la differenza fra le campagne xenofobe svizzere e quelle xenofobe italiane alla fine è solo in termini di destinatario.

per gli svizzeri gli italiani rubano il lavoro, abbassano il prezzo della manodopera, fanno svalutare il valore delle case, vanno in svizzera solo per vivere al limite della legalità.

non a caso, in altri manifesti sui “ratt” come in questo qua sopra ai due topi italiano e a quello con la bandiera europea si unisce il ratt rumeno, compagno di malaffare degli altri tre.

è incredibile come in italia dalle stesse colonne giornalistiche nelle quali si parla di “offesa” e di “campagna choc”, non si usino né le stesse parole di sdegno né gli stessi toni quando i leghisti offendono il ministro Kyenge, quando parlano di sparare ai gommoni, quando forza nuova, casa pound e gli altri bei compari dell’italia agli italiani fanno campagne razziste e vergognose.

a casa nostra si perdona qualsiasi ferocia, salvo poi scandalizzarsi se le vittime diventiamo noi.

se un tedesco dipinge l’italiano medio come sudaticcio, che chiama la mamma al cellulare venti volte al giorno e che cerca di lavorare al nero si salta su tutti come grilli, ma troviamo i manifesti della lega perfettamente tollerabili, e la prova ne è che li abbiamo tollerati per venti anni.

la vecchia europa sta facendo quello che trent’anni fa temevamo tutti: si sta arroccando sulle proprie dentiere, sui propri giardinetti, sulle villette a schiera con gli avvolgibili e il travertino intorno alle finestre, sul proprio piccolo benessere.

il mondo, non più diviso fra est e ovest, adesso è percorso da nord a sud, diviso non più in buoni capitalisti e feroci comunisti.

ora siamo tutti parte di un solo sistema, ora siamo tutti potenzialmente ricchi e potenzialmente poveri.

e chi è ricco ucciderebbe per restare tale, mentre la disperazione del povero lo muove, fa attraversare il mare, e arrivare qui, a farsi insultare, sputare, maledire.

gli italiani in svizzera hanno costruito strade e case, come i calabresi in lombardia, come i marocchini a lucca.

e nessuno vuol capire che ognuno di noi è straniero, ognuno di noi è a sud o a nord di qualcun altro, ognuno di noi deve il suo benessere al lavoro altrui, a chi prende e lascia il proprio paese per cercare da vivere in un altro, a chi arriva, disperato e solo e cerca di campare.

 

 

 

 

 

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2 risposte a quei terroni di lumbard

  1. crash ha detto:

    ok. possiamo trovare la “divisione” anche all’interno dello stesso quartiere, dello stesso condominio, ovunque. Quello che vorrei evidenziare sono i “numeri”: in Svizzera abbiamo avuto poco più del 50% e, immaginando “lo svizzero”, ci sarà stato pochissimo astensionismo. Da noi esiste una percentuale che si può riscontrare anche in altri Stati, europei e non. Una percentuale comunque che da fastidio.

  2. stefafra ha detto:

    A me quel disegno ha fatto girare le scatole in un modo unico e solo, soprattutto sapendo da che fonte proviene. Ma gli italiani confinanti continuano a dire che non ce l’hanno con loro, ma con gli italiani piú meridionali, coi térun….e naturalmente con gli zingari e i polacchi sporchi e cattivi, e che in fondo in fondo gli Svizzeri hanno ragione a voler difendere i sacri confini dalle pantegane. E a me della pantegana non lo da nessuno, sono contenta di non abitare piú in Svizzera.
    E non ho mai trovato tollerabili non solo i manifesti leghisti, ma anche i leghisti tout court, rovinandomi spesso l’esistenza tra amici e parenti con litigate da politica sismiche.
    PS: Comunque posso dire (perché ci ho abitato anni) che in Svizzera l’astensionismo per questo genere di elezioni é elevatissimo, anche perché tra referendum e iniziative popolari assortite si vota ogni 15 giorni circa, e il quorum non esiste.

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