incisi concatenati (esercizio di stile in omaggio a nonno simpson)

“era il millenovecentoambarabàdue, il giornale costava un nichelino e le banane si chiamavano fagiolini gialli” (A. Simpson)nonno simpson

disclaimer: il post che segue vuole essere un omaggio umile ai mille incisi di nonno simpson. 

eccoci qui, dopo la vacca e il cachì, lucettina e i fotoromanzi, è venuto il turno del barattolo dello sprint, che, come tutti sanno, era un tipo di cacao in polvere solubile per bambini, tipo il nesquik, ma di un’altra marca, di cui adesso ignoro il nome.

adoravo il cacao solubile da bambina, perché quello vero faceva i bioccoli, nel latte, e quando beccavi un bioccolo, sentivi l’amaro del cacao.

ma dicevamo dello sprint.

lo sprint era in un barattolone rosso, fatto a birillo, e infatti coltivavo il sogno segreto di arrivare a possedere una decina di barattoli vuoti per giocarci a birilli, all’epoca non si diceva “bowling” si diceva “giocare a birilli”, e in corte la più brava era quella mancinaccia di mia madre.

ma dicevamo dello sprint.

lo sprint aveva un tappo blu, o rosso, non ricordo quale fosse la differenza, ma ricordo benissimo che nel tappo c’era lo spazio per una “sorpresina”.

le “sorpresine” erano immancabili negli anni ottanta.

c’erano nelle patatine, c’erano nelle merendine del mulino bianco, (io avrei voluto collezionare le gomme lasciandole intonse, ma mio padre ci cancellava le parole incrociate sulla settimana enigmistica, babbo: se stai leggendo sappi che ancora mi rode), c’erano dentro “più!” un giornalino che leggeva soprattutto mio fratello ma anche io.

ma dicevamo dello sprint.

una volta, nello sprint, trovai la più bella sorpresa che fosse stato possibile non dico trovare, ma neanche immaginare.

ci misi anche tanto per capire cosa fosse.

era il volto di candy candy, con le codone bionde, gli occhioni azzurri, la pelle rosa, i fiocchi e il sorriso regolamentare.

ma era fatto tipo “vetrage”, con tutti gli spazi da riempire con dei pallini di plastica colorati, che una volta messi in forno si sarebbero vetrificate.

dicevano di farsi aiutare da uno grande.

mi aiutò mio padre (per questo forse potrei perdonargli la storia delle gomme usate per la settimana animista) e mia madre accese il forno.

quando la presi non credevo ai miei occhi.

candy candy bella come la madonna.

ma dicevamo dello sprint.

nel barattolo vuoto tenevo le biglie che avevo comprato dal giornalaio della mia nonna, quando andavo lì a dormire.

adoravo andare a dormire da mia nonna.

non c’era solo lei, c’erano anche mio nonno e mia zia e tutte le amiche di mia nonna dai capelli beige e dalle vestaglie a fiori e le ciabatte col pelo bleu.

e un’estate mi ero comprata:

numero dieci biglie con dentro tre foglietti gialli.

numero dieci biglie con dentro tre foglietti verdi.

numero dieci biglie con dentro tre foglietti arancioni.

numero dieci biglie con dentro tre foglietti blu.

numero dieci biglie con dentro tre foglietti rossi.

non tutte insieme, si badi, un gruppo alla volta.

ogni volta percorrevo la strada da casa di mia nonna al giornalaio, pregustandomi il sacchettino retato che conteneva le biglie e decidendo quale colore avrei comprato.

alla fine erano venute fuori cinquanta biglie tonde tonde, tutte nel barattolo vuoto dello sprint.

da vuotare e da riempire a giornate sane, sul muretto di maria, su quello di santina, sul poggio del campo, sulla sedia sotto al platano.

se le ritrovassi, ancora chiuse nel barattolo dello sprint, me le riconterei di certo una per una.

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4 risposte a incisi concatenati (esercizio di stile in omaggio a nonno simpson)

  1. biba ha detto:

    Allora:
    1) nel soggiorno ho una ciotola piena di biglie di vetro colorato
    2) le gommine del mulino bianco le ho collezionate anche io (facevo finta che fossero per mio figlio, ma erano mie)
    3) lo sprint non me lo ricordo
    4) di candy candy (bambola) ne avevo regalato due o tre
    Beati anni Ottanta!!

  2. AD Blues ha detto:

    Le biglie di vetro!
    Mi sono sempre state vietate perché al tempo abitavamo in un appartamento e le biglie che rotolavano sul pavimento facevano rumore!!!

    LDL sei peggio della pubblicità subliminale, adesso ho voglia di un sacchettino di rete di plastica pieno di biglie!!!

    —Alex

  3. marcoghibellino ha detto:

    Biglie!!!! un barattolone di vetro pieno, normali grosse minuscole ( dette schizzini) d’acciaio vetro porcellana ^^ , davanti alla casa dove sono nato , sotto le mura medioevali c’era un largo tratto di terra battuta dura come ferro cemento, incisa da intricatissimi percorsi buche e buchette levigate da moltissimi inverni , si giocava un sacco con regole precise e ferree e chi vinceva si portava a casa le biglie degli altri ^^

  4. pensierini ha detto:

    Anch’io ho una ciotola trasparente piena di biglie colorate, sono bellissime! :-)

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