come ho vissuto il caso stamina

non guardo “le iene”, detesto quel tipo di giornalismo finto paladino che li caratterizza così c0me striscia la notizia, emblema supremo dell’arte di far credere ai cittadini che fino a che ci sarà il gabibbo e il prosciutto cotto rovagnati possono dormire sonni tranquilli.

per cui non avevo capito cosa fosse, il caso stamina.

poi su facebook erano iniziate a girare le catene di sant’antonio, che però mi arrivavano dalle stesse persone che mandavano scie chimiche, proclami grillinforcaioli e punti esclamativi, così all’inizio avevo provato timidamente a chiedere spiegazioni ma ero stata accusata di essere cieca e sorda ai diritti degli ammalati e così ho lasciato perdere.

però è esattamente da questo che vorrei partire.

dal giusto, sacrosanto, inalienabile, diritto di curarsi.

curarsi, per l’appunto, con qualcosa che funzioni.

io sono consapevole del fatto che se fossi io o se fosse una persona a me cara  ad essere disperata, ammalata  senza speranza, proverei anche lo sciamano, l’esorcista, il mago, chiunque mi potesse anche ingannare ma rasserenare almeno un poco.

ma la disperazione di un ammalato non può e non deve diventare il motivo per affidarlo, da parte dello stato, a una cura che non funziona.

non può per due ordini di problemi:

il primo è che somministrare una cura che non funziona fa correre il rischio di non curarsi con quella che funziona.

il secondo è che se lo stato distoglie soldi e risorse per darli a coloro che non provano l’efficacia della loro cura, di fatto toglie soldi e risorse a chi cerca cure efficaci, danneggiando quindi non solo quell’ammalato, ma anche tutta la collettività.

aver marciato così spudoratamente e violentemente a favore di un metodo non provato e non testato, che sia stato in buona o in malafede non è importante, ha tolto tempo, denaro, risorse e CREDIBILITA’ alla ricerca vera, quella fatta di prove e tentativi, di metodi e di ipotesi, di esperimenti e deduzioni, quella che permette di rendere un fenomeno riproducibile, misurabile e comunicabile.

ha inoltre creato opinione, montato attese, coinvolto le persone emotivamente, ha aperto porte di stalla e fatto scappare i buoi.

mi chiedo se l’amara lezione servirà a qualcosa, a pretendere rigore non solo nella scienza, ma anche nel giornalismo e nella politica, anche se mi ero chiesta la stessa cosa durante il caso “di bella” e non sono stata accontentata.

mi chiedo soprattutto se chi ha tenuto le chiavi della coscienza e delle emozioni collettive avrà l’onestà intellettuale di provare a rimediare al danno fatto.

 

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

10 risposte a come ho vissuto il caso stamina

  1. AD Blues ha detto:

    Appunto, l’hai detto tu stessa: non era stato imparato nulla dal caso “di bella” e non impareremo nemmeno da questo.
    La carenza di cultura scientifica è talmente grave in Italia che non mi sorprenderei se casi come questi diventassero all’ordine del giorno.
    Siamo un popolo becero.

    —Alex

  2. pensierini ha detto:

    Verissimo. Che malinconia.

  3. ruggero ha detto:

    Beh, tendo a vedere un bicchiere mezzo pieno. Casi come questi salteranno fuori anche nel 2113, e dopo, non possiamo illuderci che truffatori, cialtroni e poveri di spirito spariscano. Però, in confronto al caso DI Bella, quando tutta la questione durò dal 1967 (prime somministrazioni) al 2005, la più recente risposta del Ministero, questa volta mi pare che si sia stata una reazione più pronta, più determinata, e più informata.

  4. marcoghibellino ha detto:

    il ministero ha solo fattto il minimo del suo dovere, quello che mi fa incazzare è che basta ci siano delle persone disperate ed ignoranti, pronte a credere a qualunque idiozia purchè sia “contro” ( a cosa non si sa e non si approfondisce nemmeno ) perchè piombiono sciacalli politici a sfruttarli, cicalli ch si chiamino forconi forza italia o grillini poco importa.

    Quste situazioni mi fanno sempre tornare in mente Totò nei due colonnelli, quando dice ai tedeschi ( che lo fucilavano assieme ai suoi soldati, soldati che rifiutavano la lsavezza per morire con il colonnello Totò) idicando i suoi soldati : a loro ( fucilateli) due volte!; perchè sono cretini!!!

  5. marcoghibellino ha detto:

  6. fiodor ha detto:

    se non fosse che con le staminali pare si siano verificati dei miracoli, il primo che mi viene in mente il ballerino che torna a ballare dopo essere stato, mi pare addirittura sulla sedia a rotelle. Altre testimonianze mi avevano orientato sulla positività del metodo e ora si dirà che quelli che sono guariti è stato per un miracolo.

  7. laperfezionestanca ha detto:

    Fiodor, anche al gioco delle tre carte c’è quello che indovina sempre e vince i soldi. Però è un complice del tipo che fa il gioco e serve a spillare soldi ai polli.
    Tesoro, scienza significa che non basta un filmato fatto dai tizi della Stamina. Pure io, se mi metto in sedia a rotelle e dopo mi alzo e ballo, posso fare la miracolata di Pompei. Servono fior di medici e di certificazioni che dicano che il tizio in sedia a rotelle è davvero cionco e poi fior di medici e di certificazioni che dicono che il tizio è guarito.

    • marcoghibellino ha detto:

      un sano metodo scientifico potrebbe essere quello di permettere la cura stamina a chi la richiede , firmando un piccolo contratto, io stato ti dò il permesso, ma se il paziente muore in un certo lasso di tempo ti dò anche l’ergastolo a te parente fino al 3° grado e , of course alla dirigenza di Stmina. Allora che facciamo , si cura?

  8. Megant ha detto:

    Credo che con Stamina si sia veramente toccato il fondo. Innanzitutto da quanto ho letto il “metodo” è stato elaborato da un tizio che non è medico, biologo, chimico o qualsiasi disciplina si avvicini anche di striscio alla coltivazione di cellule staminali o alla cura dei malati, non ha alcuna pubblicazione a suo attivo (ho cercato il suo nome e cognome in PubMed) in tutti gli altri Paesi gli hanno fatto una pernacchia in faccia, non si è voluto rendere disponibile il protocollo alla sperimentazione. Si pretende quindi di iniettare ad un paziente un liquido che non si sa in realtà cosa contenga (NON cellule staminali dagli ultimi risultati dei test di laboratorio) e non si sa su quali principi debba funzionare. Praticamente le “Stamina”-li sono solo nel nome della Società. Per questa iniezione lo Stato deve pagare fior di quattrini, sottraendoli a una Sanità che è in ginocchio…non è questione di essere compassionevoli verso i malati è questione di corretta gestione di quello che si ha…
    Se devo credere in qualcosa di non scientifico, piuttosto che a Stamina, credo nel potere della Speranza di chi fa le iniezioni o dei familiari che gli stanno accanto. A parte che con la chemio la Speranza e la Fiducia sono le uniche altre cose con cui ho visto guarire persone (e bambini) date per spacciate. Ma Fiducia e Speranza mi risulta che debbano essere gratuite e non distribuite in una siringa…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...