freddo

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e va bene, fa freddo.

mica tanto freddo, ma fa freddo.

la mattina la torre delle ore si scongela piano piano alla luce gialla dell’alba.

apro la finestra e l’aria mi punge la pelle.

il gatto si squaglia sul termosifone.

mi vesto per uscire, ho una sciarpa che amo, regalo di una donna preziosa che un giorno mi sorrise, che giro mille volte intorno al collo, ho i guanti di dresda, ho la gonna e le calze pesanti, che i pantaloni non li sopporto, e in bicicletta tutto frizza, alla luce brillante del mattino, le labbra si screpolano, i capelli si assottigliano e volano, dritti, in ogni direzione.

fa freddo, e splende il sole.

e a me piace.

mi fa ridere e arrossare le guance, come l’amore, in fin dei conti.

mi ricorda il freddo tedesco, quello che non lasciava scampo al centimetro scoperto, quello che ti ricordava di avere i lobi delle orecchie, che ti imponeva di coprire la testa, proteggere le dita, comprare buoni calzini e ottimi scarponi.

corro in bici per via fillungo, sorpasso studenti intabarrati e studentesse intrepide e congelate, signore col cappello che paiono un capotreno, bimbi sarcofago, murati dai vestiti apprensivi delle mamme.

gli alberi scuotono le foglie con qualche brivido lungo la corteccia, ce ne sono ancora molte attaccate, gialle e rosse, assottigliate dall’autunno, come i capelli dei vecchi.

le apuane sono candide di neve e disegnano una cartolina per l’ente del turismo contro il cielo blu.

fa freddo e io mi sento viva. 

 

 

 

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6 risposte a freddo

  1. marcoghibellino ha detto:

  2. Spartaco Mencaroni ha detto:

    Sigh… una di quelle bimbe sarcofago, dall’altra parte delle apuane innevate, è colpa mia….

  3. Chiara Coropassi ha detto:

    “Bimbi sarcofago”….mi ci sono rivista!
    Io non amo questo freddo ma non amo nemmeno il caldo torrido…però….in effetti sentire l’aria che ti punge nel cm scoperto da una sensazione di vita incredibile!
    Grazie Luci!!!!

    Un abbraccio e buon lavoro ;-)
    Chiara

  4. AD Blues ha detto:

    Beata te che ti senti viva.
    Io al freddo, d’inverno, mi sento come morto. Beh, non proprio morto, in letargo.
    Aspetto la primavera ed il suo tepore per risvegliarmi.

    —Alex

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