e, alla fine, il mare

piano piano sto prendendo confidenza con la bicicletta.

sono partita un po’ spaventata e imbranata, come se il piccolo stop rappresentato dalle ferie e dal riposo forzato causa tamponamento mi avesse rimesso le rotine.

sulla salitella per prendere la ciclabile mi sono impappinata, scambiando destra con sinistra e aumentando di marcia invece di scalare.

(perché le mani destra e sinistra funzionano in modo anti-intuitivo per cambiare? qualcuno me lo sa spiegare?)

HDC dall’alto della salitella mi urla col piglio di chi sa: “rapporto intermedio!”

“vaffanculo!”

la soave e leggiadra risposta di lucettina imballata.

comunque sono bastate poche pedalate per riprendere il giro.

e dopo qualche metro, un po’ di vento, qualche foglia verde di serchio mi sono sentita di nuovo in cielo.

i miei primi “tanti chilometri” fatti per un bel pezzo in ottima compagnia del cugifà e della cugilè.

sulla ciclabile, poco prima di ripafratta, un branco di ciclisti grossi ammodo ci supera in scioltezza.

“guarda là! questi si son portati dietro le mogli!”

ci prendono amabilmente in giro.

decido di ripigliarli.

cambio idea distrutta dopo duecento metri.

la prossima volta.

intanto passo da argini scoscesi, da stradine ghiaiose, (la ghiaia è fatta apposta per mettere paura, lo sapevate?) da canne che invadono la carreggiata e che mi leccano con le foglie bagnate di guazza. mi viene da ridere.

la catena della bici mi assaggia un polpaccio, lasciando sulla ciccia la traccia nera e dentata che mi fa sentire tanto eroica.

se il sudicio è la gloria dei ciclisti sono pronta per il mondiale.

a pontasserchio sono passati ventisei chilometri e io ho ancora voglia di ruzzare.

sento il profumo del mare.

sento quello degli orti.

delle case con i panni stesi.

delle vecchie con la vestaglia a fiori.

dei giardini delle villette con le siepi col riporto.

sento la voglia di vedere il mondo alla velocità giusta.

e faccio la mia proposta indecente.

“si va al mare?”

HDC accetta.

salutiamo gli altri, prendiamo il viottolo e si parte.

direzione migliarino.

da migliarino a vecchiano.

e da vecchiano al mare.

dovete sapere che la bici di HDC ha il contachilometri.

“mi guardi a quanti chilometri siamo? vorrei capire quanti ce ne sono da qui al mare.”

chiedo alla rotonda.

perché, cari lettori, è bene che vi riveli un mirabolante segreto della fisica.

la strada che dalla rotonda di vecchiano giunge al mare ha una caratteristica particolarissima: all’andata dura quasi il doppio che al ritorno.

questa teoria, nata quando al mare ci andavo da giovane e in macchina (si ringrazia per sempre una diane azzurra che mi ospitava gentilmente), è stata provata da anni di esperienza, per la quale andando verso il mare il tempo non passava mai mentre invece, venendo via, in un secondo si era sull’aurelia.

così, con un contachilometri alla mano, ho preteso di verificare.

signori:

all’andata la strada misura 12 chilometri.

abbondanti.

al ritorno 9.

scarsi.

in ogni caso, dicevamo, il mare.

arrivare al mare vestiti da ciclisti riempie il cuore di orgoglio e avvampa le guance di ridicolo.

sono tutti in costume da bagno.

io in tutina bianca nera e blé.

i chilometri a questo punto sono 36 e spiccioli.

mettendo insieme quelli del ritorno si arriva a 73.

io ho voglia di ripartire.

di sentire le gambe girare, il culo protestare, poco, i sassi spolverare sotto le ruote.

 

 

 

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11 risposte a e, alla fine, il mare

  1. Chiara Coropassi ha detto:

    E fai bene! La bici finché non parti non puoi capire…anzi ti freni quasi…poi però non ti fermeresti più!
    Io sono nella seconda condizione…non mi decido a ri-partire… ma so già che se poi lo faccio ….!!!
    Sono fellice per te! Ci hai fatto “leggere” le tue emozioni e è stato anche divertente!
    Buonissima giornata!!!
    Chiara

  2. AD Blues ha detto:

    Esatto, la bici sulle prime ti sembra un nemico da domare, poi invece nonostante stanchezza, mal di culo etc. vorresti non scendere più ed andare sempre più lontano.

    Io è troppo che non ci salgo, sono in astinenza ma purtroppo mi manca il tempo.

    —Alex

    PS = a quelli che ti hanno urlato “guarda là! questi si son portati dietro le mogli!” fossi stato HDC avrei risposto: “almeno la mia è qui, la tua sarà a letto con l’idraulico!”

  3. tittisissa ha detto:

    Alex, sei un mito!

    Lucettina, ci hai preso gusto eh?! ^_^

  4. donna allo specchio ha detto:

    A me invece la bici me l’hanno rubata!! Me l’hanno trafugata dal garage di casa grazie a quegli stronzi dei miei vicini che lasciano sempre la porta aperta!!!
    Sono ink@ata nera

    • donna allo specchio ha detto:

      anche perchè non guidando è il mio solo mezzo di locomozione qui a in francia e io odio i mezzi pubblici che sono puzzolenti e pieni di microbi

  5. pensierini ha detto:

    Ma sei un’atleta! Bravissima, vai così che vai forte! :-)

  6. cugifà ha detto:

    la prossima volta direzione opposta!
    si arriva in Vinchiana e poi cornetto a Ponte a Moriano!

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