i sentieri del moro a sillico e san pellegrino in alpe (con fine serata culturale)

questa settimana di ferragosto sarà dedicata al riposo, al relax e al “turismo in casa propria”, ci siamo in effetti resi conto che come capita a tanti si gira il mondo e non si conosce quello che c’è a due passi da casa, perché sono posti consueti visti da lontano e non si comprende quanto invece siano belli visti da vicino.

così, dopo le alpi apuane della settimana scorsa, stavolta è toccato all’appennino.

perché la provincia di lucca, per chi non lo sa, è, a nord, un cuneo di montagne, che incontra massa dal lato del mare, con le cave di marmo bianchissimo e modena dal lato appenninico, incrociando così versilia e emilia, e riuscendo ad essere nessuna delle due cose, prigioniera e fiera della propria unicità.

sillico è un minuscolo paese, arroccato e medievale (non a caso le feste medievali qui sono di casa) e, come ci raccontava un gentilissimo signore ieri sera, “ludovico ariosto ha passato due anni in garfagnana, maledicendola ogni giorno che ci ha passato, anche e perché doveva, quando andava a ferrara a cavallo, passare da sillico e a sillico c’era un brigante che si chiamava il moro, che ogni volta gli dava il tormento”.

nel ‘500, la garfagnana era infatti terra di briganti, che si dividevano il territorio, spesso ricchissimi al punto da crearsi uno stemma nobiliare da far incidere sulle acquasantiere delle chiese, potenti e feroci. non so se questa storia della divisione del territorio e dei nomi nelle chiese l’avete già sentita, a me non suona molto nuova.

adesso, del moro e delle sue scorrerie, rimangono i sentieri che un’associazione culturale ha curato e che prova a divulgare e dei quali ieri abbiamo fatto quello “dei metati”, molto bellino e facile, assai poco impegnativo e lungo il quale si attraversano castagneti monumentali e si vede il panorama delle apuane che si staglia contro il cielo.

(perché la cosa bella degli appennini, diciamolo, è soprattutto che da loro si vedono le apuane).

alla fine del sentiero, un anello di cinque chilometri, abbiamo deciso di fare un salto su in cielo, all’alpe di san pellegrino, quasi 1600 metri in paese e qualcuno in più su in cresta, dove con un piede sei a lucca e con l’altro a modena, dove i mirtilli lasciano il posto ai sassi, alle rondini e al vento.

sulla cresta, appollaiati sulla pietra, si sente respirare la montagna, si vedono correre le nuvole, si prova a indovinare quale sia la successione dei monti davanti e se dietro al procinto si veda la corsica.

e la sera, in piazza a sillico, ad ascoltar di storia, grazie a feliciano, ai racconti di paese e alla gente che ha voglia di stare in piazza con una sedia di plastica a sentir raccontare.

che la guerra, da queste parti, ha avuto la mano pesante.

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4 risposte a i sentieri del moro a sillico e san pellegrino in alpe (con fine serata culturale)

  1. Donna allo specchio ha detto:

    mi sembra di sentir parlare il biondino, sgrunt, tutto fiero perchè ha inventato il “turismo locale”. E con questa scusa non si parte più. Pero si scoprono posti bellissimi vicino casa, anche se per una giramonda come me, è dura. Io per esempio, ho l’impressione di non fare vacanze quest’anno, ma solo riposo…
    Bellissimi i sentieri del moro… e bellissime foto.

  2. nonunacosaseria ha detto:

    alla sera, sospensione d’i’rricreativo, principia a avviare ‘r curturale! (che poi sarebbe una citazione appropriata, visto che sergio forconi è molto legato al sillico)

  3. laperfezionestanca ha detto:

    Belle bellissime le vacanze appena fuori porta! Anch’io un anno lo feci, girando una Napoli bella e deserta, visitando monumenti e chiese e sotterranei. E come Goethe pensai “che città meravigliosa abitata da diavoli”. Chapeau a te.

  4. tittisissa ha detto:

    Buone vacanze “a casa” allora ;-)

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