Quando la storia bussa alla porta

tardo pomeriggio, girello in bicicletta prima di arrivare a casa, fa un caldo appiccicoso e umido, che ricorda un po’l’india, solo meno colorato.

a colorare la giornata ci pensa lei: Ilia, dai capelli rossi tagliati corti come si addice a una signora, il rossetto, gli occhiali, una blusa comoda ma elegante.

con calma sta leggendo tutti i campanelli del palazzo dove abito.

fermo la bici davanti alla porta.

parla per prima, mi chiede se abito qui.

“sì, anche lei viveva qui?”

ribatto sperando in una storia che puntualmente arriva.

“no, lavoravo qui, lavoravo nella casa del sindaco.”

con un groppo in gola vado a colpo sicuro.

“allora conosceva mia nonna, anche lei ci lavorava, si chiamava Ida.”

“oddio”

dice la signora.

“oddio sì”

rispondo io con un sorriso a ottantaquattro denti.

“ida… certo che la conoscevo! a volte il sindaco mi diceva se avevo bisogno di aiuto, e allora arrivava ida, e si sistemava casa insieme.. ma insomma ora lei vive qui?”

“eh sì, ho sposato il bisnipote del sindaco…”

dico col piglio di kate middleton.

accidenti!

“ma di chi sei figliola dei figli di ida?”

“di nello!” rispondo fiera come un tacchino.

“ma non si doveva fare prete?”

“eh, poi alla fine, per fortuna, ha cambiato idea!”

rispondo ridendo.

e la invito a bere un caffè.

voglio ascoltare storie, la signora ha voglia di parlare, ma non ha tempo.

un’altra volta, dice.

un’altra volta. dico.

ma voglio essere sicura che ci sia, quest’altra volta, così le chiedo il numero di telefono.

lei invece mi chiede di mio padre, delle mie zie, della mia nonna, come stanno tutti, chi ha sposato chi, chi ha figli, chi ha nipoti, chi vive dove, chi è invecchiato meglio, chi era più allegro, chi più serio.

e poi fa una cosa per la quale le sarò grata per sempre.

mi dice, ridendo: “tu non lo puoi sapere, quante ne combinava la tu’ socera da ragazzina, ma io sì!”

e io impazzisco di curiosità.

e lei me le racconta, le marachelle fantastiche della socera.

che conoscere le marachelle della socera è un regalo che neanche a natale.

ma io ora non ve le posso dire, che la socera a volte lo legge, il blogghino e prima mi ci voglio divertire ammodo io.

eheheh.

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7 risposte a Quando la storia bussa alla porta

  1. zetaelle ha detto:

    PPPAHAHAHAHAH! :)

  2. AD Blues ha detto:

    Sei più insidiosa di Snowden!!! ;-)

    —Alex

  3. tittisissa ha detto:

    No, ma non puoi lasciarci così, a morire di curiosità!!
    Almeno passa il numero di telefono della signora anche a noi, che gliele chiediamo direttamente! ;)

  4. crash ha detto:

    ….alla facciaccia della “privacy”…..

  5. donna allo specchio ha detto:

    troppo forte!!!!!!
    anche io sono curiosa!!

  6. fiodor ha detto:

    sono molto invidioso perché i miei genitori sono piovuti a Lucca e la nostra storia l’hanno cominciata loro ed è un po’ corta, anzi inesistente, perché serve un’altra generazione.

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