ciliegie

quest’anno abbondano, lato positivo delle lunghe piogge e dell’arrivo del caldo.

così anche a me è arrivato in dono il panierino pieno di ciliegie di farneta, rosse, quasi nere, grandi e dolcissime.

dovrei lavarle, in effetti.

sì, dovrei lavarle.

ma non lavavo certo le ciliegie che santina ci tirava, dall’albero dove saliva con la lunga scala di legno, che era dentro al grande pollaio dietro casa.

non le lavavo come non lavavo le mani, che leste frugavano fra l’erba secca, le unghie scurite dalle vacanze, non lavavo le ginocchia crostose di voli in bicicletta, come non lavavo la bocca, che arrivava, sganasciata e rossa di succo, fino a casa dove mi aspettavano minacce eterne di mal di pancia e cacarella e sculaccioni se, putacaso, la stoffa del vestito col quale ero andata impunemente a far ciliegie non tornava pulita come era prima.

eppure ci tornava, pulita, così come tornavo pulita io, quando a sera mi sgrumavano da capo a piedi la pelle sudicia dell’estate, delle corse scapicollate, delle sudate fatte giocando a pallone, all’elastico, a mondo, a battere la palla contro il muro milioni di volte, quando perdere del tempo utile per giocare era peccato mortale, così come era peccato mortale perdere il tempo necessario per lavare le ciliegie, quando lo stesso tempo si poteva passare a mangiarne una di più.

almeno adesso so, ora che ho il cestino sulle ginocchia, indecisa fra lavarle o meno, se quel tempo fu sprecato, e la mia risposta è no, non ne ho sprecato neanche una goccia e pagherei  tutto il cestino delle ciliegie, per essere di nuovo sotto l’albero del pollaio di santina.

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9 risposte a ciliegie

  1. AD Blues ha detto:

    Che roba incredibile le vacanze di quei tempi: tre mesi di libertà assoluta!
    Se lo facessi oggi rischierei di annoiarmi! ;-)

    —Alex

  2. marcoghibellino ha detto:

    a me non le regalavano ed io attuavo metodi vikinghi per procurarmele *, ieri ho visto che costano + di 3 € al chilo…mah

    (* il metodo vikingo migliorava il sapore )

  3. janecole ha detto:

    Forse sarà solo “colpa” del tuo modo meraviglioso di scrivere, ma la tua infanzia mi fa sempre un’invidia pazzesca!

  4. donna allo specchio ha detto:

    La tua infanzia mi fa pensare alle mie: 3 mesi di mare allo stato brado, completamente libera di andare dove volevo con il solo divieto di non uscire dal villaggio, ma le ciliege non c’erano. Adesso che devo mendicare col capo e il biondino, una settimanina e negoziare, mare, ma non troppo senno,il biondino che è un essere terraneo (anzi urbano) con tutte le sue qualità si annoia, mi paiono un sogno lontano.

  5. crash ha detto:

    ….è un crescendo di emozioni !!!…..a proposito di lavare la frutta….nella caratteristica valle trentina della renetta un’intera generazione (negli anni 70/80) è stata decimata dal tumore allo stomaco perchè erano soliti mangiare le mele come ai loro tempi dell’infanzia (questo le cronache non lo dicono)……

  6. stefafra ha detto:

    oh, mi mancano le ciliegie, ne potrei mangiare un kg alla volta, ma qua c’é da fare un mutuo…

  7. tittisissa ha detto:

    Che bello leggerti in mezzo ai ricordi di cui scrivi.. ^__^

  8. mimma ha detto:

    Ma alle orecchie te li mettevi quei rubini tondi che ti facevano diventare regina?

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